Roma, scuole professionali: docenti senza stipendio da cinque mesi Docenti senza stipendio da cinque mesi nelle scuole professionali di Roma, alcuni sono costretti a spostarsi a spese proprie da un istituto all'altro

0
69
Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestShare on LinkedInEmail this to someonePrint this page

Senza stipendio da oltre cinque mesi, costretti a spostarsi a proprie spese anche da un istituto all’altro (ad esempio, dall’Eur al Casilino) eppure, i docenti delle scuole tecnico-professionali di Roma continuano a lavorare per coprire tutte le ore. Nella Capitale sono nove i centri professionali “Spqr” che ospitano una media di 250 studenti ciascuno, futuri lavoratori che desiderano imparare un mestiere pratico: dall’elettricista al meccanico, dall’estetista al parrucchiere. In tempi di disoccupazione giovanile, che ha raggiunto ormai cifre sconfortanti, questa sarebbe una carta in più da giocare ma, la formazione purtroppo decolla a fatica.

La formazione negli istituti tecnico – professionali di Roma stenta a decollare

Ogni docente copre dalle 300 alle 500 ore di lezione, ma non solo: nonostante le vacanze estive siano ormai alle porte, per alcuni corsi l’insegnante non è stato ancora nemmeno destinato. “Per la sede dell‘Ernesto Nathan a Decima, per esempio – spiega il direttore didattico Dario Bensi – a tutt’oggi manca ancora il docente di Diritto. Il che vorrà dire che, se arriverà nei prossimi giorni, dovremo compensare propinando giornate fatte di 4-6 ore consecutive di lezione per i futuri parrucchieri. Sfido qualunque studente – aggiunge il direttore – di qualsiasi ordine e grado, a seguirle con la giusta attenzione”. Invece, a via Casilina, il docente che insegna pratica meccanica non manca, ma è assente “il teorico”. I nostri ragazzi, se vogliono completare i loro corsi devono fare obbligatoriamente un tot di ore: per recuperare, dovremmo forse farli venire a scuola anche il mese di agosto?”

Docenti senza stipendio, giunti ormai alla disperazione

“Ormai gli insegnanti sono quasi tutti con contratto di collaborazione a partita Iva – prosegue Bensi – mentre l’ex Provincia , nelle proprie scuole, almeno fa contratti a tempo determinato. Dal mese di novembre sono almeno venti, i docenti che non ricevono lo stipendio; e sono (comprensibilmente) disperati, tanto è vero che qualche giorno fa una professoressa è addirittura scoppiata in lacrime. Se ci aggiungiamo il fatto che, per giustificare la situazione, gli uffici comunali accampano delle motivazioni a dir poco sconcertanti – ad esempio, che da parte della Ragioneria ci sarebbe stato un errore nei codici di costo – come si può garantire un’adeguata formazione didattica agli studenti, in queste paradossali condizioni?”

Fonte: Il Messaggero.it

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestShare on LinkedInEmail this to someonePrint this page

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here