Scuola, Renzi: ‘Penso ad Agnese e alle cose vergognose che le hanno detto per la Buona Scuola’

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Scuola, Matteo Renzi: 'Penso ad Agnese e a quanto ha sofferto per le cose vergognose che le hanno detto sulla Buona Scuola'
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L’ex Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha pubblicato su Facebook un post che commenta quanto riportato da ‘Il Fatto Quotidiano’ in merito alle intercettazioni telefoniche tra l’ex premier e il padere Tiziano. Nel post, Renzi ha espresso tutto il proprio dispiacere per le parole definite estremamente dure.

Scuola, Matteo Renzi: ‘Penso ad Agnese e a quanto ha sofferto per le cose vergognose che le hanno detto sulla Buona Scuola’

‘Le intercettazioni pubblicate oggi umanamente mi feriscono – ha dichiarato Matteo Renzi – perché in quella telefonata sono molto duro con mio padre. Rileggendole mi dispiace, da figlio e da uomo”.
Il neosegretario (rieletto) del PD ha, inoltre, sottolineato come la vicenda abbia travolto il padre esclusivamente per il cognome che porta, sottolineando le difficoltà affrontate dal genitore negli ultimi tempi, in ultimo ricoverato nella giornata di ieri per un intervento al cuore. “Delle volte mi domando se sia giusto far pagare a chi ti sta vicino il fatto che ci sia gente che farebbe di tutto per vedermi politicamente morto” ha dichiarato Matteo Renzi, con chiaro riferimento anche alla moglie Agnese, insegnante in una scuola superiore vicino a Firenze e divenuta bersaglio di offese in seguito alla riforma ‘Buona Scuola’.
“E mi dico che forse alla fine per cercare di migliorare la vita degli altri si finisce col peggiorare quella di chi ti sta accanto: penso soltanto a quanto ha sofferto Agnese per le vergognose cose che le hanno detto sulla Buona Scuola, dopo anni di precariato come tutte le sue colleghe. Poi mi ripeto che possono inventarsi di tutto, ma noi non molleremo” ha scritto l’ex Presidente del Consiglio. ‘Chi ha sbagliato pagherà fino all’ultimo centesimo, comunque si chiami. Spero che valga anche per chi – tra i giornalisti – ha scambiato la ricerca della verità con una caccia all’uomo che lascia senza parole. Intendiamoci: la stragrande maggioranza dei giornalisti fa bene il proprio lavoro. Ma anche molti giornalisti in queste ore mi stanno scrivendo per domandarsi se non si sia superato il limite.’

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