Gae Infanzia in ruolo entro sei anni Inserire in Gae i diplomati magistrali ante 2001/2002

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Per l’esaurimento effettivo delle Gae occorreranno dai 5 ai 6 anni. Lo scriveva Orizzonte Scuola in un articolo in cui quantificava l’ammontare delle risorse necessarie ad immettere in ruolo gli insegnanti. La priorità va alle regioni del sud storicamente penalizzate dal taglio di cattedre adottato dalla Gelmini. Per centrare l’obiettivo verranno investiti oltre 600 milioni di euro nel biennio 2018/2019, periodo nel quale si riuscirà a risolvere il precariato storico della scuola secondaria di I e II grado.

Il post della Sgambato

La situazione per le Gae infanzia resta drammaticamente ferma a quella di 17 anni fa. Lo testimonia un post su fb dell’on. Camilla Sgambato dopo aver ascoltato molte docenti. “E’ doloroso dire che oggi non abbiamo ancora una soluzione e che la strada per assumervi tutte è ancora lontana” – scrive sul social. E’ dura, dopo 17 anni di promesse disattese, un concorso vinto nel lontano 1999, sentirsi dire ancora una volta di dover portare pazienza. E nelle more delle rassicurazioni date loro appare una verità ineluttabile che farà esultare le oltre 50mila diplomate magistrali che attendono di essere inserite in Gae a pieno titolo. Anche le laureate in scienza della formazione primaria avranno una risposta alla grave situazione di precarietà che stanno vivendo.

Il Miur non ha scelta

Ho avuto rassicurazioni informali dal MIUR che, con la sentenza della plenaria, vi sarà la disponibilità di mettere in campo un piano nazionale di reclutamento che tenga conto di ognuno di voi (chi da tanti anni è in attesa di un’assunzione e chi si è laureato con impegno e dedizione in scienza della formazione primaria e merita risposte all’altezza dell’impegno dedicato agli studi)”. La verità emerge così un po’ per volta, o per diretta ammissione dei politici o per la campagna informativa condotta dai legali che attendono lo sblocco dello stallo prodotto dal ricorso in Cassazione dallo stesso Miur. Essi sanno che non hanno scelta e che il Cds ribadirà l’orientamento già espresso. Questo è ciò che traspare dalle dichiarazioni di chi si occupa delle vicende dei docenti della scuola dell’infanzia e della primaria.

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