Scuola, novità per le supplenze su sostegno dal 2017/18: cosa prevede il decreto 66

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Scuola, cambiano le supplenze su sostegno dal 2017/18: ecco come
Scuola, cambiano le supplenze su sostegno dal 2017/18: ecco come

A partire dall’anno 2017/18 le supplenze su sostegno nella scuola sono soggette a nuove regole, come previsto dal decreto n. 66 relativo alle norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, pubblicato in GU qualche giorno fa. L’art. 14, dal tema “Continuità del progetto educativo e didattico”, al comma 2 prevede che il dirigente scolastico potrà proporre l’incarico di sostegno didattico a qualunque docente dell’organico dell’autonomia, purché sia in possesso della specializzazione. E i precari?

Supplenze su sostegno 2017/18: quando e come

Quando un posto di sostegno resta libero e soggetto a supplenza, in base al comma 3 potrà essere chiamato un docente precario al fine di favorire la continuità didattica. Il decreto dice: “Al fine di agevolare la continuità educativa e didattica di cui al comma 1 e valutati, da parte del dirigente scolastico, l’interesse della bambina o del bambino, dell’alunna o dell’alunno, della studentessa o dello studente e l’eventuale richiesta della famiglia, ai docenti con contratto a tempo determinato per i posti di sostegno didattico possono essere proposti, non prima dell’avvio delle lezioni, ulteriori contratti a tempo determinato nell’anno scolastico successivo, ferma restando la disponibilità dei posti e le operazioni relative al personale a tempo indeterminato, nonché quanto previsto dall’articolo 1, comma 131, della citata legge n. 107 del 2015″.

In altre parole, il contratto a tempo determinato potrà partire solo dopo l’inizio delle lezioni e terrà conto del limite dei 36 mesi di servizio su posti vacanti e disponibili imposto dalla legge 107. Per conoscere i dettagli sulle modalità, bisogna attendere altre info da parte del Miur, tramite la circolare annuale sulle supplenze (fine agosto).

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