Gae infanzia scavalcate, ma da chi?

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GaE infanzia
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Gae infanzia, sedotte e abbandonate sull’altare del risparmio economico. Si parla di una soluzione per loro che tarda ad arrivare. Il potenzimento potrebbe essere in grado di immettere in ruolo le 17 mila docenti delle Gae infanzia ancora precarie. Molti deputati si sono fatti latori delle loro istanze ma fino adesso nulla è stato decretato in favore di queste precarie storiche. E così, carta e penna alla mano, una di loro scrive alla redazione una lettera. La missiva è scritta in modo talmente veloce e sintetico, con refusi disseminati lungo tutto il percorso, tali per i quali è stata necessaria una revisione prima della sua diffusione. Di seguito il testo rivisto e corretto.

La lettera

Salve onorevole, siamo così delusi da questo sistema così sbagliato che sta seguendo la scuola. Ma non è giusto che colleghe come me, iscritte in gae infanzia dopo aver superato il concorso del 1999 e con anni di esperienza maturata, ci vediamo scavalcare nelle gae infanzia dai ricorrenti inserimenti a pettine dei diplomati; e no, questo proprio no !!!! Spero che l’esito dell’adunanza plenaria sia negativo; eh sii prima dovete immattere in ruolo noi che siamo in gae a pieno titolo e diritto, poi penserete a loro. Noi vogliamo entro l’anno il potenziamento infanzia gae. Attendo notizie, grazie. Confido in lei. Non ci deluda, la prego, faccia partire il potenziamento , firmato

Cinzia C.

Gli ostacoli sono altri

Il vero problema, il vero scavalcamento perpetrato nei confronti delle docenti Gae Infanzia non è stato tanto l’inserimento a pettine dei diplomati magistrali, come scritto in questa accorata lettera. Il vero scavalcamento è stato operato dalle gm2016, con tanti aspiranti privi di esperienza che sono così passati davanti a chi attende il ruolo da 17 anni. Graduatorie strapiene che non richiedevano certo l’emanazione di un bando di concorso peraltro pieno di insidie, errori, anomalie e di un piano straordinario che ha messo in moto la macchina giudiziaria che ha condannato l’algoritmo del Miur. In base alle sentenze dei tribunali, molti docenti sono stati trasferiti nella provincia di residenza, ossia al sud. Eccoli i veri motivi dello scavalcamento.

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