Scuola, stipendi supplenti brevi pagati dopo 5 mesi: ‘Stato calpesta Costituzione’

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Scuola, stipendi supplenti brevi pagati dopo 5 mesi: 'Stato calpesta Costituzione'

Cinque lunghi mesi di attesa per essere pagati, per ricevere il loro stipendio. Il sindacato Anief ha commentato l’autorizzazione del Miur al pagamento degli stipendi di decine di migliaia di precari della scuola con supplenze brevi, stipendi attesi addirittura dallo scorso mese di aprile. Il pagamento si è reso possibile grazie alla copertura dei fondi nei POS delle scuole.

Scuola, dopo 5 mesi i supplenti brevi ricevono gli stipendi

Non si tratta di un problema di procedure ma di disponibilità finanziarie: infatti se la scuola non ha i fondi nei POS, i pagamenti non possono essere autorizzati. Eppure con la circolare 6 del 28 ottobre 2016 venivano date delle precise indicazioni tecniche ed operative riconducenti al DPCM del 31 agosto 2016: attraverso quel decreto firmato dall’allora ministro Stefania Giannini, il Miur voleva garantire il tempestivo pagamento mensile degli stipendi ai precari con incarichi di supplenza breve e saltuaria.
Anief, in una nota pubblicata sul proprio sito, sottolinea come ‘la nuova procedura prevista dal Ministero dell’Istruzione prevede la comunicazione al sistema telematico per i pagamenti dei dipendenti pubblici NoiPa; lo stesso Miur, “attraverso il sistema di gestione dei POS (GePos) effettua il controllo di capienza e provvede al riparto. Se mancano i fondi si segnala l’incapienza fino al reintegro delle risorse necessarie. Il MIUR invia all’UCB presso il MIUR i piani di riparto elaborati da GePos per assegnarli ad ogni scuola entro i primi 7 giorni lavorativi del mese, fatta salva la possibilità di adottare ulteriori piani di riparto. NoiPa procederà al pagamento tramite due emissioni mensili: una speciale il 18 di ogni mese, l’altra ordinaria alla fine del mese. Il MIUR effettuerà delle verifiche a campione su tutto il territorio nazionale; potrà effettuare ulteriori verifiche anche tramite i revisori dei conti’.

Per funzionare, il sistema ha bisogno della ‘materia prima’: i soldi

Da un punto di vista procedurale, quindi, il sistema collaudato dall’amministrazione scolastica supera i problemi degli anni passati. Peccato che lo stesso per funzionare abbia bisogno della “materia prima”: i fondi necessari per pagare i supplenti. Se ciò non avviene, è chiaro che la macchina si ferma. E il personale scolastico – insegnanti, amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici – che ha stipulato supplenze per brevi periodi, spesso per sostituire il titolare di ruolo in stato di malattia, si ritrova a fine mese senza stipendio. Anzi per cinque mesi consecutivi, percependo quanto dovuto, per il lavoro svolto in primavera, quasi ad estate conclusa. E ciò è accaduto nonostante NoiPA avesse disposto a luglio due emissioni di pagamento speciali proprio per i precari dalla pubblica amministrazione.

Anief, Pacifico: ‘Lo Stato calpesta gli articoli 35 e 36 della Costituzione’

Il presidente Anief, Marcello Pacifico ha commentato così: ‘Viene da chiedersi quanto altro tempo sarebbe passato, se a metà luglio non avessimo presentato formale diffida alla competente Ragioneria territoriale dello Stato, che funge da ufficio pagatore nella provincia dove si svolge il servizio. Per noi, quanto accaduto è ingiustificabile. Ancora di più perché con la digitalizzazione dei sistemi di pagamento della PA, il Governo Renzi aveva superato queste problematiche. Invece, ci siamo ritrovati per l’ennesima volta con lo Stato che calpesta gli articoli 35 e 36 della Costituzione. Andando anche a ledere il principio di uguaglianza, sancito dalla curia europea e ribadito nei giorni scorsi dalla Cassazione, dei dipendenti precari rispetto a quelli di ruolo. Così, tanti lavoratori pubblici sono stati lasciati senza quanto dovuto per più di 150 giorni, durante i quali hanno dovuto anticipare le spese vive, oltre che quelle per i trasporti, gli affitti e quant’altro, considerando che in tanti sono costretti a muoversi anche di centinaia di chilometri pur di accettare una supplenza di pochi giorni”.