Supplenze alle stelle ancora una volta

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2009
Supplenze alle stelle ancora una volta

Le supplenze nei vari gradi di scuola anche quest’anno saranno assicurate in numero abbondantemente sufficiente. L’ organico di diritto risulta ancora in sofferenza per oltre 20mila cattedre. L’operazione aumento delle cattedre con la trasformazione dei 15mila posti da organico di fatto in organico di diritto è fallita. Lo scrive Italia Oggi in un suo reportage in cui spiega che presto avremo i dettagli circa la consistenza delle supplenze che verranno assegnate quest’anno.

Ancora supplentite

Italia Oggi scrive che il nuovo anno scolastico ricorre di nuovo ai precari in cattedra; verso quota 100 mila perché sulle 52 mila assunzioni oltre 22 mila vanno a vuoto causando non pochi problemi al regolare avvio delle lezioni. I dati saranno comunicati ufficialmente nei prossimi giorni. Ma i giochi della partita assunzioni 2017 sono chiusi quasi ovunque, e sia a livello ministeriale che a livello sindacali i calcoli sono pressoché fatti: quasi 22 mila assunzioni a tempo indeterminato di docenti, delle circa 52mila che il Miur doveva fare quest’anno. L’aumento di organico di diritto era di 15 mila posti sugli iniziali 25mila richiesti da Valeria Fedeli.

Avanti c’è posto

Anche quest’anno ci sarà bisogno di docenti di sostegno e di matematica. La maggiore disponibilità di cattedre si trova ovviamente nel nord Italia. Data la cronica sofferenza che si registra nonostante la presenza degli abilitati della seconda fascia, insufficiente a soddisfare la domanda, saranno in molti i docenti non abilitati della terza fascia ad ottenere incarichi di supplenza. In ballo ci sono circa 10000 posti di sostegno e 12000 posti comuni. Le carenze di posto riguardano tanto la secondaria di secondo grado quanto quella di primo grado. Su quest’ultima in particolare a mancare solo i professori di lettere e di spagnolo. Nonostante il comma 131 e il concorso docenti abbiano rimescolato le carte, a pagare le conseguenze di queste inefficienze del Miur saranno ancora una volta gli studenti.