Scuola anno 2017/18, ecco la verità su come inizia 

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Scuola anno 2017/18, diciamo la verità: ecco come inizia
Scuola anno 2017/18, diciamo la verità: ecco come inizia
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Nonostante le promesse del Miur, la scuola inizia un nuovo anno, il 2017/18, in situazione critica. Doveva sparire la supplentite, doveva esserci il personale ATA necessario, dovevano essere nominati i nuovi presidi e si doveva lottare contro la dispersione scolastica. Ecco invece la situazione reale.

Alunni e scuola, l’anno 2017/18 comincia al ribasso

Nel 2017/18 a scuola ci sono 33mila alunni in meno rispetto all’anno scolastico precedente, Se ne sono persi quasi 100mila negli ultimi 3 anni. Naturalmente, il numero è dovuto principalmente al calo della natalità, ma in parte anche agli alunni che abbandonano gli studi prematuramente (circa il 15%). Siamo quindi ben lontani dalla lotta alla dispersione scolastica, dato che il limite europeo è del 10%. Il Sud resta la zona maggiormente colpita dal fenomeno, dove in alcune province si sfiora il 40% di abbandono. Ma i docenti e gli ATA non stanno messi meglio.

Docenti, presidi e ATA: la loro situazione nel 2017/18

Che dire di docenti, presidi e ATA? Siamo molto lontani dal dire addio alla supplentite. Secondo i sindacati (anche se il Miur gioca al ribasso) le lezioni cominciano con 100mila docenti e 15mila Ata a cui assegnare una supplenza, più 2mila posti di presidi e quasi altrettanti di Dsga da affidare in reggenza. Tutto a discapito dell’offerta formativa, naturalmente. Anief fa notare: “Per ridurre il fenomeno degli abbandoni scolastici è fondamentale eliminare questo balletto di posti d’inizio anno, stabilizzando una volta per tutte i tanti precari storici abilitati, anche in graduatoria d’istituto, tutti gli Ata che hanno lavorato oltre 24 mesi, ed avviare velocemente il concorso pubblico per presidi e direttori dei servizi generali e amministrativi. Inoltre, per vincere gli abbandoni servono organici differenziati, come ha di recente fatto intendere pure l’Invalsi, e l’innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni, con avvio della primaria a 5 anziché a 6 anni. Mancano all’appello, almeno 40mila docenti specializzati su sostegno, ancora assunti nei posti in deroga da precari fino al 30 giugno, a fronte dei 235mila alunni con disabilità certificata e dei 100mila in ruolo”.

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