Cosa c’è dietro i blocchi alle condivisioni di Facebook?

Cosa c'è dietro i blocchi alle condivisioni di Facebook?
Cosa c'è dietro i blocchi alle condivisioni di Facebook?

Cosa c’è dietro i migliaia di blocchi alle condivisioni che Facebook sta facendo in questi giorni? Per quale motivo a migliaia di account viene impedito di pubblicare e condividere post nei gruppi (oltre che iscriversi) senza nessuna spiegazione e per tempi più o meno lunghi? Sono le domande che si stanno facendo migliaia di utenti, che soprattutto nell’ultima settimana, si sono visti applicare una restrizione da Facebook senza alcun apparente motivo logico. Molti di questi, denunciano di aver semplicemente condiviso articoli sulla scuola nei gruppi a tema. Altri ricette di cucina, altri ancora articoli di calcio o cronaca. Per quale motivo Facebook sta adottando una censura così restrittiva?

Blocco condivisioni di Facebook: i dubbi restano

Da mesi Facebook denuncia una politica di censura volta a limitare post poco apprezzabili sui social, come quelli che condividono materiale pornografico, quelli che incitano al razzismo ecc. Politica più che condivisibile, per chi vorrebbe un Facebook “più pulito” e adatto ad ogni fascia di età. Evidentemente il nuovo algoritmo è stato messo a punto, solo che i risultati non sembrano essere quelli sperati. Nell’ultima settimana sono state applicate restrizioni sulle condivisioni a migliaia di account che come unica colpa hanno quella di condividere ricette, notizie sulla scuola, notizie di cronaca sportive nei gruppi a tema, ecc. Qualcosa di molto diverso dalla censura annunciata e giusta che ci si aspettava. Qualcosa di molto diverso anche dallo spam, dato che alcuni account sono stati bloccati alle prime condivisione di un post. Chiedersi cosa ci sia davvero dietro questa politica è il minimo che si possa fare. Un algoritmo sbagliato e da correggere al più presto? Ci si augura che sia davvero questo il problema: un errore a cui presto si porrà rimedio. Nel frattempo qualcuno incoraggia tutti a bloccare le proprie promozioni sponsorizzate da Facebook in segno di protesta generale.

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