Sostegno: precedenza al docente di ruolo anche non specializzato

Sostegno: precedenza al docente di ruolo anche non specializzato

La cattedra sul sostegno va assegnata prioritariamente al docente di ruolo, anche se non è specializzato. Questo dice una sentenza del Tribunale del Lavoro di Monza emessa dalla dottoressa Camilla Stefanizzi. La notizia era stata pubblicata lo scorso 29 settembre dal quotidiano Il Messaggero’. La pronuncia del Giudice del lavoro monzese cambia le carte in tavola e potrebbe, come si usa dire, fare giurisprudenza. La questione sorge al momento di assegnare il posto di sostegno “in deroga” nell’ambito della mobilità nazionale.

Il fatto

La ricorrente è una titolare di cattedra in Lombardia che aveva prodotto domanda di trasferimento invocando la possibilità del ricongiungimento familiare, in base alle norme della cosiddetta ‘Buona Scuola‘ che prevede l’impiego della L.104. L’Ufficio Scolastico Regionale investito del compito di esaminare la richiesta, nella fattispecie l’Ufficio III – Ambito territoriale di Crotone, opponeva diniego al ritorno in Calabria della professoressa alla quale non era rimasto altro che rivolgersi al Tribunale del lavoro. Il ricorso veniva accolto con conseguente assegnazione sul posto di sostegno in deroga nell’ambito crotonese.

La prassi

Quando nelle graduatorie non ci sono più insegnanti abilitati sul sostegno, le convocazioni vengono rivolte ai docenti supplenti non specializzati. Si tratta di una prassi alla quale gli uffici scolastici Regionali sono costretti a causa del costante e crescente numero di casi di studenti DSA, BES, ADHD. Ora invece emerge un orientamento molto preciso: se un docente di ruolo lo richiede, il posto di sostegno “in deroga” spetterà a lui.

Le reazioni

Da qualunque parte la si guardi questa vicenda rappresenta una sconfitta per i soggetti deboli. Al di là del danno prodotto ai docenti precari, che nel sostegno vedono una possibilità concreta di lavorare nella scuola in attesa di poter entrare di ruolo, l’assegnazione di questo posto ad un docente non specializzato è come ‘mettere una toppa peggiore del buco’. Questa espressione è stata utilizzata dalle associazioni a tutela dei diversamente abili Fish e Ledha. Si tratta di un pessimo escamotage introdotto dall’accordo integrativo del contratto che in questo modo offriva una soluzione per i docenti che non avessero ottenuto un’assegnazione provvisoria.

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