Scuola e minori: giro di vite su uscita studenti non accompagnati

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Scuola e minori: giro di vite su uscita studenti non accompagnati
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Sull’uscita dei minori dalla scuola, tra i dirigenti scolastici è allerta massima. La sentenza della Cassazione che ha condannato un docente e un dirigente scolastico per la morte di uno studente, ha incrinato profondamente il rapporto genitori-insegnanti-dirigenti scolastici. L’effetto è stato quello di vietare l’uscita dei minori da scuola da soli in tantissime scuole italiane. E questo perché la responsabilità ricade sul personale scolastico anche al di fuori delle mura istituzionali.

Carcere fino a 5 anni

L’articolo 591 del Codice Penale punisce con la reclusione da 6 mesi a 5 anni chiunque sì macchi del reato di abbandono di minore dei ragazzi fino ai 14 anni. Chiunque ne abbia cura e custodia, qualora lasci solo lo studente che ha meno di 14 anni andar via da scuola subito dopo il suono della campanella, rischia una denuncia per mancato controllo per abbandono di minore.

Rischio pena anche per genitori

La previsione del carcere imposta dal legislatore riguarda anche tutti quei genitori che lasciano uscire da soli i propri figli. In questo il codice penale è molto chiaro quando include la responsabilità genitoriale richiamata dal d.lgs. 154\2013 che ha riscritto gli articoli art. 315 e ss. del codice civile. Non prelevare i propri figli a scuola può costare il carcere.

Cambiamento degli usi e costumi

Ciò che ha prodotto la Cassazione con questa sentenza è un’autentica rivoluzione nelle abitudini consolidate delle famiglie di offrire ai propri figli un momento di crescita e conseguimento di autonomia e fiducia in se stessi mediante il consenso di poter rientrare autonomamente a casa. La difficoltà di recarsi a scuola a riprenderli all’uscita ha prodotto anche situazioni al limite come quella raccontata dal Corriere sul caso di una dirigente scolastica di Roma la quale, non vedendo il papà e la mamma di uno studente dopo che era suonata la campanella, ha pensato bene di chiamare direttamente la Polizia. E di converso sono comprensibili le rimostranze dei docenti e dei dirigenti scolastici che affermano come le responsabilità ricadano sempre su di loro.

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