Lucia Annunziata non ha certo bisogno di presentazioni. Conduttrice della trasmissione televisiva “in mezz’ora” di Raitre e direttrice della testata Huffington Post, quando il calendario della scuola segna ancora festività, si lascia andare ad una bocciatura a tutto tondo del premier Matteo Renzi. In uno dei suoi celebri editoriali denuncia l’assenza dell’Italia dell’ex sindaco fiorentino nei più importanti tavoli strategici dello scacchiere mediorientale. Ma il reverse endorsement di Lucia Annunziata su Renzi non si ferma all’analisi di politica estera, estendendo la sua lente di ingrandimento su tutto l’operato del governo da lui retto in questi primi due anni.

Mai vista tanta sciatteria

Qualcuno aveva già parlato di borghesia ignorante alludendo ai componenti della formazione del governo Renzi, poco inclini alle citazioni celebri ( ricorderete certamente quel celebre “i palestiniani”), ma più attenti agli interessi di casa propria. Nel più profondo concetto machiavellico del fine che giustifica i mezzi, la nave italiana andava scivolando sempre di più dentro nuove condizioni, perdurando un processo di “ignorantizzazione” delle cose estere e di quelle interne. Nessuno sa esattamente cosa fare, non avendone nè la capacità e né il consenso dei partner internazionali. In questa bocciatura vengono coinvolti tutti, da Renzi a tutta la classe dirigente: ministri, presidenti di commissione preposti, parlamentari, autorità istituzionali dal Quirinale in giù e i vertici di tutte le forze armate dello Stato. “Non ricordo a mia memoria una fase così difficile trattata con uguale sciatteria”, la raggelante chiosa della Annunziata.

Loading...

Alla frutta

Cosa succede quando un governo disubbidisce alle proprie leggi? Se lo chiedono i risparmiatori di Banca Etruria, gli esodati della Legge Fornero, i lavoratori licenziati dal Jobs Act come lo scrivente e tutti i docenti della scuola di cui Renzi vuole disfarsene. Un premier doppio in Europa con la Merkel e sonoramente bugiardo sui dati della ripresa economica. Da quando si è insediato a Palazzo Chigi il deficit è in picchiata. Viene quasi da pensare che quella famosa lettera della Ue abbia mosso l’establishment che lo sorregge a prendere in ostaggio la nazione per il più penoso dei “si salvi chi può. “