“Solo con un piano pluriennale si può trovare una risposta al problema del precariato”. Queste sono le parole che si possono leggere nell’ultimo comunicato della FLC CGIL, in cui ancora una volta si evidenziano le criticità nel piano di assunzioni della legge 107/15. Il sindacato ricorda che da anni viene chiesto che i precari vengano assunti attraverso un piano pluriennale che permetta a tutti coloro che ne hanno diritto di essere stabilizzati. Ma anche questo Governo ha fatto orecchi da mercante.

Non si è risolto il problema dei precari storici

“Il Piano contenuto dalla legge 107/15 non ha risolto il problema del precariato storico, perché ha lasciato insoluto il dramma dei docenti della seconda fascia, dove sono collocati abilitati con tanti anni di servizio, anche in materie come matematica o sostegno, assenti nelle GAE. La gran parte di loro ha già almeno 3 anni di servizio, ma la legge 107/15 non li ha presi minimamente in considerazione. Come non ha preso minimamente in considerazione nemmeno il potenziamento dell’offerta formativa per i docenti delle scuole dell’infanzia già immessi nelle graduatorie ad esaurimento e di merito, discriminandoli rispetto agli altri docenti precari. Il concorso pubblico rimane per noi il sistema di reclutamento più trasparente e democratico. Ma come si concilia il concorso con la la chiamata diretta dei dirigenti prevista dalla legge 107/15 attraverso il sistema degli ambiti territoriali, che apre la strada a meccanismi clientelari e discriminatori? Si vuole proporre a questi docenti un concorso che per i numeri riguarderà solo il turn over e che quindi non garantirà il posto per tutti, lasciando molti di loro senza lavoro, pensando anche al ruolo di supplenza affidato all’organico di potenziamento dalla legge 107/15. Perché prima di procedere con un nuovo concorso non si stabilizza chi ha maturato il diritto nel rispetto della sentenza della Corte di Giustizia Europea?”

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Iniziano i ricorsi

“Le Organizzazioni sindacali contro le disparità del Piano straordinario di assunzioni hanno prodotto un ricorso al TAR, che si pronuncerà nel maggio prossimo. Intanto proseguiremo una battaglia di dignità, che ha un notevole valore sociale, per la mole di lavoro e professionalità che vi è coinvolta. Sosterremo le ragioni e i diritti dei docenti di seconda fascia e della scuola dell’infanzia in tutte le iniziative” conclude il comunicato.