I sindacati hanno comunicato il resoconto sull’incontro avvenuto al Miur per discutere di mobilità 2016/17 e rinnovo del contratto del personale della scuola. Riportiamo i comunicati UIL, FLC CGIL e Gilda degli Insegnanti.

Comunicato FLC CGIL: resoconto su mobilità 2016/17 e rinnovo del contratto

‘Nonostante alcuni passi avanti registrati nell’incontro di lunedì 11 gennaio, sui due nodi importanti rimasti ancora da sciogliere è emersa, al contrario, una totale e incomprensibile rigidità da parte del Miur. Apertura per attivare una successiva sequenza contrattuale per regolare le modalità di assegnazione degli incarichi triennali nelle scuole ai docenti titolari sugli ambiti con criteri oggettivi e trasparenti; chiusura totale sulla possibilità di poter richiedere, nella mobilità tra province diverse, non solo i nuovi ambiti territoriali, ma anche le singole scuole. Quantomeno per tutti i docenti assunti prima dell’entrata in vigore della legge 107/15. Su questo secondo punto l’amministrazione si era impegnata, ieri, a fare le sue valutazioni e a darci una risposta che è stata, stasera, di totale indisponibilità. Il capo dipartimento ed il direttore generale del personale hanno dichiarato di non avere il mandato per aprire a tale richiesta sindacale.

A questo punto, e per questa ragione, tutti i sindacati hanno sospeso il confronto e chiesto di nuovo, con la massima urgenza, un incontro politico per cercare di evitare, fino alla fine, la rottura del confronto. Per quanto ci riguarda il punto di approdo della trattativa deve escludere, a chiare lettere, la chiamata diretta dei docenti da parte dei dirigenti. Diversamente la FLC CGIL non potrà firmare l’accordo. Vedi anche il comunicato del Segretario generale. Vedremo gli sviluppi della vicenda già nell’incontro in programma alle ore 14 di mercoledì 13 gennaio con il sottosegretario on.le Faraone.”

Comunicato UIL

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“Garantire a tutto il personale  equità e parità di trattamento: è questa la condizione che la Uil scuola ha posto come indispensabile per la sottoscrizione dell’accordo per la mobilità nel corso della trattativa in atto al ministero.

Quel che registriamo è una condivisione generale  sulla mobilità provinciale, quella della prima e seconda fase – chiarisce il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi – restano invece tutte le obiezioni e gli ostacoli per la firma di un accordo che tende a mantenere ed ampliare gli elementi di disparità di trattamento del personale interessato.
Una trattativa delicata e importante nella quale la Uil ha assunto una posizione chiara – spiega Pino Turi -al centro delle scelte ci devono essere sempre le persone.
Il nostro impegno ha portato il ministero a ipotizzare una deroga alla legge per la fase provinciale.
Un risultato non scontato ma prevedibile perché nasconde una delle difficoltà  di attuazione delle 107.
La legge, infatti, contiene una contraddizione macroscopica – spiega Turi – perché prevede per la mobilità una doppia posizione giuridica.
Concretamente si può avere il caso che gli ultimi assunti  (fase 0- A) restano titolari di sede e i docenti assunti prima,  magari soprannumerari, vanno negli ambiti .
E’ talmente evidente che una simile situazione  va contro ogni principio di equità che – continua Turi – sarebbe semplice fare valere politicamente o davanti ad un qualunque tribunale. Talmente palese che il ministero si è dichiarato d’accordo.
Il punto che resta da risolvere è quello della mobilità di terza fase, quella tra province diverse.
La proposta della Uil è chiara: tutto il personale interessato deve poter scegliere la scuola di titolarità, in deroga ad ogni vincolo derivante da vecchie e nuove normative che non sono coerenti con la singolarità di questa fase di mobilità, prevista dalla stessa Legge 107/15.
Su questo punto che riguarda tutto il personale, che deve rispondere ad una situazione straordinaria con misure di equità e tutela per tutti, la trattativa è giunta ad un punto di stallo.
Per noi – ribadisce Pino Turi – restano  tutti i motivi di indisponibilità  ad una firma  che dovrebbe avallare un’ulteriore iniquità. E questa volta introdotta per contratto?
A questo punto, la decisione deve essere politica. Noi abbiamo dato un quadro di riferimento preciso e delineato le possibili soluzioni. Ora spetta al ministero decidere se e come continuare il negoziato.”

Comunicato Gilda degli Insegnanti

 “Con l´incontro avvenuto oggi pomeriggio al Miur, consideriamo chiuso il confronto sulla mobilità: qualunque ulteriore ´prova di dialogo´ risulterebbe inutile di fronte alla posizione determinata del ministero di introdurre la chiamata diretta e gli ambiti territoriali senza alcun tipo di graduatoria e con inique discriminazioni tra docenti che svolgono lo stesso lavoro”.
A dichiararlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti.”La Gilda – conclude Di Meglio – si preparerà a impugnare eventuali atti unilaterali dell´Amministrazione per rilevare tutti i profili di incostituzionalità”