Scuola e stress, un docente stressato
Scuola e stress, un docente stressato

A scuola regna lo stress. Questo è quello che succede nelle scuole pubbliche italiane in questi primi giorni del 2016. Già a partire da giorno 7 gennaio alcuni Dirigenti Scolastici avevano diramato, attraverso i siti scolastici istituzionali, le convocazioni per quanto concerne i Collegi dei Docenti, finalizzati alla deliberazione e all’approvazione del PTOF e non solo.
‘Una situazione insostenibile’, raccontano molti docenti e molti collaboratori scolastici. Questi ultimi i più massacrati per via del prolungamento forzoso del proprio orario di lavoro, con le turnazioni pomeridiane. Ma anche gli insegnanti non sono di meno. Se pensiamo, infatti, che alle canoniche 5 ore di lezione si aggiungono due o tre ore pomeridiane di impegni collegiali, una giornata di lavoro si trasforma in un vero e proprio incubo.

Il calderone dello stress: il PTOF, il Piano di Miglioramento, l’Animatore Digitale, il PNSD ecc. ecc.

Questa anomala situazione si è venuta a creare “grazie” all’enorme mole di lavoro prodotto in vista della scadenza, non solo del PTOF (fissato per venerdì 15 gennaio 2016) ma anche per approvare le delibere degli Organi Collegiali che riguardo i tanti Bandi pubblici di recente emanazione da parte del Miur e fuoriusciti dal cappello magico del governo Renzi.

Gli insegnanti, insomma, sono stanchi e stressati. Questo è quello che sostiene un’insegnante di un Istituto Comprensivo di Catania: “Troppi Collegi Docenti e Consigli d’Istituto…. solo per sentirci raccontare quello che il Dirigente vorrebbe fare per i prossimi tre anni ma che poi non potremo mai fare, oppure per sentire parlare delle linee guida relative al Piano dell’Offerta Formativo Triennale o per spiegarci cos’è e cosa dovrà fare l’Animatore Digitale.” – Continua – “Noi perdiamo tempo senza per questo percepire un solo euro e senza che qualcuno ci spiega perché tutto questo dispiegamento di forze lavoro, solo per approvare progetti su progetti, quando invece gli stessi soldi potevano essere spesi per pagare gli stipendi  dei docenti supplenti o comprare la carta igienica da mettere nei bagni delle scuole, come si faceva una volta”.

Potrebbe interessarti:  Scuola, docente sospesa a Palermo ultime notizie: partono i sospetti sul Miur

Il lavoro immane dei Dirigenti Scolastici…… (anche loro sono stanchi)

Alla lunga questa situazione logorerà persino i poveri Dirigenti Scolastici, anch’essi stressati e vessati forse più dei semplici professori. La performance! Questa parolina magica non li farà senz’altro dormire bene ma, intanto, assicurano il ‘pane’ a Renzi e al suo Governo. Sono proprio i DS infatti gli unici a non lamentarsi….. almeno ufficialmente! Una cosa è certa: sono stanchi anche loro, pressati e incalzati a produrre carte su carte per rispettare una legge fatta solo di note ministeriali, proroghe, precisazioni, FAQ e deleghe.
“Di questo passo” – dichiara qualche insegnante – “supereremo abbondantemente le 40 ore di attività funzionali all’insegnamento, previste ai sensi dell’art. 29, Lettera a, del CCNL. A quel punto diremo basta! E il Collegio dei Docenti? O rischierà di non svolgersi per mancanza del numero legale o i Presidi saranno costretti a produrre gli ‘ordini di servizio‘ a ciascuno componente il Collegio, pagando loro le ore effettive di svolgimento dell’incontro collegiale”.