Il ministro Stefani Giannini non è soddisfatta della fase di potenziamento nella scuola, voluta fortemente dal Miur. Ad una domanda posta da Repubblica, “Ministro, è soddisfatta della realizzazione della Buona scuola?” ha risposto “Non sono soddisfatta del potenziamento, serviranno tre anni per andare a regime”. Il sidacato Anief commenta immediatamente questa frase come ‘un’ammissione importante che conferma i timori espressi dal giovane sindacato sin dal mese di ottobre, quando il piano di potenziamento doveva ancora compiersi ma era già chiaro il patatrac verso cui avrebbe portato: dei docenti impegnati su progetti improvvisati, visto che il Ptof deve ancora oggi essere approvato, oppure a svolgere l’ingrata funzione di “tappabuchi” per le supplenze sino a 10 giorni.’

Il potenziamento nella scuola a cosa serve quest’anno?

Il potenziamento non è andato come previsto dal Miur. “Al Ministero dell’Istruzione si indignavano quando parlavamo di docenti neo-assunti mortificati a svolgere supplenze brevi. Solo che il tempo è galantuomo. Ora anche il ministro ha alzato bandiera bianca. Alla fine ha vinto l’evidenza dei fatti: l’ultima fase di assunzioni della Buona Scuola, il cosiddetto “potenziamento” degli istituti, con circa 48mila precari finalmente immessi in ruolo, sta comportando una serie di problemi non indifferenti.”
“A rendere poi kafkiana la situazione – continua Marcello Pacifico, presidente Anief – è stata la decisione dell’amministrazione scolastica di protrarre il naturale termine di approvazione del piano dell’offerta formativa triennale dalla fine di ottobre alla metà di gennaio: facendo così approdare nelle scuole i docenti che avrebbero dovuto lavorare su progetti ancora tutti da definire. Così, per i dirigenti scolastici, alle prese anche quest’anno con un’altissima presenza di cattedre scoperte, è stato gioco-forza utilizzarli su progetti improvvisati. Oppure farli accomodare nelle cattedre per le supplenze brevi. Solo che al Miur si indignavano quando parlavamo di docenti neo-assunti mortificati a fare i tappabuchi. Solo che il tempo è galantuomo: ora – conclude il leader dell’Anief – anche il ministro ha alzato bandiera bianca”.

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