Il sindacato Anief ha provveduto a pubblicare un comunicato stampa attraverso il quale si rende noto il rapporto semestrale dell’ARAN (dicembre 2015), relativo agli stipendi per docenti e personale ATA. I dati sono quanto mai allarmanti visto che si parla addirittura di quattro punti in meno persi negli ultimi sei anni. La situazione è drammatica e il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, sottolinea come il governo voglia ‘liquidare’ la questione con soli 5 euro a fronte dei 220 euro che spetterebbero al personale scolastico. Sono, ormai, anni e anni che il contratto di lavoro è ‘congelato’ (dal 2009) e il governo continua a mostrarsi sordo alle richieste continue da parte dei sindacati per una trattativa di rinnovo. Il costo della vita continua a salire e le istituzioni non hanno alcuna intenzione di adeguare le retribuzioni, anzi: abbiamo visto e continuiamo a vedere ritardi nell’erogazione dei salari a supplenti e docenti ‘potenziatori’ assunti con la fase C.

Comunicato Anief su rapporto semestrale Aran riguardante stipendi docenti e ATA

Ecco le parole del presidente dell’Anief, Marcello Pacifico:
“È allarme stipendi per docenti e Ata: l’Aran certifica che negli ultimi 6 anni sono stati persi oltre 4 punti. E ora il Governo vuole risanare tutto con 5 euro, anziché 220.  La stima è stata resa pubblica attraverso il rapporto semestrale ARAN, aggiornato a dicembre 2015 e pubblicato in queste ore. Il rapporto evidenzia come i lavoratori della scuola, il cui contratto è fermo al 2009, abbiano un potere di acquisto delle loro retribuzioni, che diminuisce in modo inesorabile.
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Il problema è che all’Aran, la parte pubblica ha anche l’obbligo di applicare al comparto pubblico le norme sul merito previste dal Decreto Legislativo 150/09, con gli aumenti stipendiali legati alle performance piuttosto che all’anzianità di servizio. Dimenticando – conclude – che inserire questo modello, in perfetto in stile aziendale, per la scuola rappresenterebbe la fine, perché gli aumenti automatici in busta paga rappresentano da sempre l’unica forma di carriera per il 99 per cento dei docenti e del personale Ata“.