Una strategia d’azione per risolvere il precariato storico è solo quella di far decollare un piano di assunzioni pluriennale al quale sta già lavorando il coordinamento nazionale dei precari che lo scorso 4 dicembre si era riunito nella saletta dei gruppi parlamentari sotto l’egida del M5S. Ma nel frattempo bisogna agire con estremo raziocinio per evitare che vada tutto per aria. Dico convintamente no al boicottaggio perché è destinato a fallire per due ordini di motivi essenziali: i docenti non sono tutti su facebook e molti di loro tenteranno la strada del concorso come unica soluzione per scavalcare in graduatoria oltre 150 mila colleghi, come nella più becera tradizione italiana del proprio tornaconto. Come cartina di tornasole basta ricordare come è finita la questione della domanda in fase B.

Silenzio stampa

Alla vigilia di un partita di calcio importante, molti allenatori sono soliti nascondere le informazioni per non dare vantaggio all’avversario. Questa strategia, analogamente, converrà replicarla nel nostro caso in rete adottando un silenzio stampa che eviti di sottolineare i punti critici del bando e della bozza della tabella per non dare suggerimenti all’esecutivo che possano portare a correzioni. Lasciamoli fare e contiamo sulla loro incompetenza per avere maggiori chances di impugnare il bando del concorso farsa, bloccando sul nascere la loro macchina da guerra.

Coordinamento

Allo stesso modo è auspicabile non far intervenire troppi legali all’interno della discussione. L’effetto sarebbe quello di far disperdere in mille rivoli le iniziative incrementando i costi del ricorso stesso. Meglio un gruppo di 200 persone che 10 gruppi con 20 persone ciascuna. Le possibilità di tenere bassi i costi saranno maggiori così che si potrà evitare di creare situazioni in cui si spendono 200 euro a persona per un avvocato e 50 per l’altro. Meglio puntare su due tre nominativi al massimo sotto i quali riunirsi tutti.

Due bandi su tre

Un’altra riflessione va condotta su quali bandi impugnare effettivamente. Conviene ricorrere per tutti e tre oppure ragionare sulla convenienza di lasciar eseguire quello sul sostegno? Si tratta di 5000 posti quando in tutta Italia servirebbero perlomeno 20.000 nuovi docenti in seguito all’aumentare di casi di disabilità di questi ultimi anni. Oltre a tutto 5000 colleghi potrebbero trovare utile sbocco senza andare ad ingolfare le graduatorie già esistenti. Altra considerazione di non poco conto, si risparmiano soldi che potrebbero essere impiegati utilmente sugli altri due bandi.