Un interrogativo per la Flc Cgil: quando potrà mai esserci l’inclusione nella scuola contemporanea se a partire dall’inizio dell’anno si dividono gli alunni secondo i gruppi di livello? Pantaleo ammonisce il Miur e chiede allo stesso dicastero di eliminare ogni riferimento contenuto nella nuova riforma scolastica.

Mimmo Pantaleo, contro le inutili discriminazioni dei ‘gruppi omogenei’. Questi pregiudicano l’inclusione

Con tono decisamente acceso e con qualche frase shock, il segretario generale della Flc – Cgil, Mimmo Panataleo, grida a gran voce alcune cose contestabili contenute nella nuova riforma scolastica. Lo stesso segretario sbotta contro questa assurda discriminazione di classe imposta dal Miur già in una circolare ministeriale diffusa a dicembre 2015 e indirizzata a tutti i Dirigenti Scolastici. La stessa circolare sollecitava la suddivisione di tutti gli alunni in base alle loro abilità e capacità. ‘Adesso basta‘ afferma Mimmo Pantaleo e continua:  «Esprimiamo la nostra netta contrarietà a un’idea di scuola che preveda come pratica didattica diffusa quello di dividere i ragazzi in gruppi omogenei sulla base della “preparazione cognitiva” e che rischia di cristallizzare le differenze individuali». Nella sua fervida e chiara idea di moderna scuola dice ancora: «Il ministero, nel paragrafo dedicato alla flessibilità organizzativa e didattica, ha messo l’accento sull’organizzazione flessibile delle classi facendo inopinatamente riferimento ai “gruppi di livello” intesi, evidentemente, come gruppi di studenti omogenei per abilità e capacità possedute».

Le annose fasce di livello: solo ‘rompicapi’, come le tessere di un mosaico.

In effetti, molti docenti perdono intere ore di lavoro per decidere dove collocare questo o quell’alunno solo in base alle osservazioni fatte durante le esigue ore trascorse in classe e secondo criteri non univoci e precedentemente socializzati e parzialmente inficiati dalle valutazioni giunte dagli altri ordini scolastici. Ci riferiamo per esempio alle classi prime della secondaria di primo grado, dove capita, sovente, che le schede di valutazione delle istituzioni scolastiche precedenti, relative agli alunni in entrata, riportano valutazioni quasi sempre non corrispondenti alla realtà.
Lo stesso Segretario generale della Flc Cgil, chiarisce le motivazioni di questi toni così accesi ed espressamente critici nei confronti del Ministero. Da un lato si pone l’accento sull’inclusione, come fosse la manna caduta dal cielo e dall’altro si continua a discriminare facendo tabula rasa.
Lo stesso Pantaleo esprime con chiarezza le sue frasi ad effetto e interviene con qualche accento di disappunto per quanto riguarda il prossimo concorso dedicato agli insegnanti specializzati nel sostegno: «L’inclusione e l’integrazione sono a rischio».
Ancora aggiunge: «E’ allarme rosso anche per gli studenti stranieri la cui “disomogeneità di scolarizzazione” rappresenterebbe un fattore di rischio di parziale o totale insuccesso formativo per tutti gli altri alunni e per tutti gli studenti che presentano lacune negli apprendimenti». «Nessuno pensi di portare indietro le lancette dell’orologio della storia: le classi differenziali, vere o camuffate, rappresentano un passato che non deve ritornare. Vogliamo una scuola plurale».
Infine, la richiesta più interessante: «Chiediamo che il Miur cancelli il richiamo ai gruppi di livello».