Ancora una volta vogliamo richiamare l’attenzione sul fatto che la riforma della scuola nota come legge 107 non ha risolto affatto il problema dei precari, dato che il precariato storico continua ad esistere. Tra i tanti, restano fuori dai giochi i docenti della seconda fascia, dove sono collocati abilitati con tanti anni di servizio, anche in materie come matematica o sostegno, assenti nelle graduatorie ad esaurimento (GAE) e i docenti delle scuole dell’infanzia già immessi nelle graduatorie ad esaurimento e di merito, ma discriminati in quanto esclusi dal potenziamento. La FLC CGIL chiede dunque di sanare queste lacune invece di procedere immediatamente ad un concorso pubblico.

I precari della scuola vanno stabilizzati

“Il ringiovanimento del corpo docente è necessario per la scuola pubblica, ma non può passare sulla testa di chi in questi anni è stato necessario al funzionamento delle scuole, di chi ha maturato esperienza e competenze nell’insegnamento e si vede gettato nel mare della disoccupazione.
La straordinarietà della fase ci è consegnata da anni di scelte politiche sbagliate nella composizione degli organici; l’organico di fatto dilatato a dismisura ha alimentato le aspettative di chi si è visto rinnovare di anno in anno il contratto a tempo determinato, costruendo su di esso prospettive personali e professionali che esigono una risposta. Tra questi ci sono i docenti della terza fascia di istituto che hanno diritto al conseguimento dell’abilitazione prima dell’indizione del concorso.
Le logiche del jobs act non si addicono alla scuola, perciò la FLC CGIL propone che si apra una trattativa che, salvaguardando il diritto dei docenti non abilitati, consenta agli abilitati di avere una prospettiva certa di stabilizzazione. Gli strumenti legislativi si possono trovare e ancora una volta siamo convinti che solo un piano pluriennale coniugato col concorso pubblico può risolvere il problema del precariato.
A maggio si pronuncerà il TAR del Lazio sul ricorso che le organizzazioni sindacali hanno prodotto avverso le disparità di trattamento prodotte del piano straordinario di assunzioni, nel frattempo proseguiremo una battaglia di dignità, che ha un notevole valore sociale, per la mole di lavoro e professionalità che vi è coinvolta.”
(fonte FLC CGIL)