Precari scuola

La FLC CGIL interviene sulla questione legata al precariato storico, affermando, senza mezzi termini, che il concorso pubblico, seppure resti il sistema di reclutamento più trasparente e democratico, non risolverà il problema di molti docenti come gli abilitati di seconda fascia o i docenti della scuola dell’infanzia, anch’essi esclusi dal potenziamento e in attesa di una riforma 0-6 anni che rischia di andare alle calende greche.

Scuola, FLC-Cgil: concorso non risolverà il problema del precariato pubblico

‘Purtroppo il piano contenuto dalla legge 107/15 non ha risolto il problema del precariato storico – recita il comunicato della Flc-Cgil – lasciando insoluto il dramma dei docenti della seconda fascia, dove sono collocati abilitati con tanti anni di servizio, anche in materie come matematica o sostegno, assenti nelle graduatorie ad esaurimento (GAE). La gran parte di questi docenti ha già almeno 3 anni di servizio, ma la legge 107/15 non li ha presi minimamente in considerazione. Come non ha preso minimamente in considerazione il potenziamento dell’offerta formativa per i docenti delle scuole dell’infanzia già immessi nelle graduatorie ad esaurimento e di merito, discriminandoli rispetto agli altri docenti precari. Si vuole proporre a questi docenti un concorso che per i numeri riguarderà solo il turn over e che quindi non garantirà il posto per tutti, lasciando molti di loro senza lavoro.’

Concorso: perchè prima non si pensa alle situazioni ‘scuola dell’infanzia’ e docenti con più di 36 mesi di servizio?

Sono principalmente due le domande che il sindacato si pone e che vorrebbe rivolgere, in questo senso, al governo Renzi: ‘Perché prima di procedere con un nuovo concorso non si stabilizza chi ha maturato il diritto nel rispetto della sentenza della Corte di Giustizia Europea? Perché non si sana l’illegittimità della mancata assunzione dei docenti della scuola dell’infanzia?’