I Partigiani della Scuola Pubblica non ci stanno e preso atto dell’accordo avvenuto lunedì scorso tra Il Miur e le OO.SS. principali emettono una nota che pubblichiamo integralmente di seguito. In essa si stigmatizza il comportamento di FLC CGIL , CISL, UIL, SNALS e CONFSAL che di fatto porterà alla firma di un nuovo contratto di lavoro invero penalizzante per tutti i docenti di ruolo. Nei giorni scorsi avevano chiesto a gran voce di sapere cosa li aspetta e quanto emerge conferma tutte le preoccupazioni già espresse in merito al trattamento inerente i trasferimenti per ambiti territoriali.

La Nota dei Partigiani della Scuola Pubblica

In merito agli accordi siglati il 25 gennaio dai sindacati FLC CGIL , CISL, UIL, SNALS e CONFSAL i “Partigiani della Scuola Pubblica” chiedono ai sindacati firmatari il 25 gennaio degli accordi sulla mobilità di dare pubblicazione integrale dei contenuti di quanto hanno sottoscritto, per nulla chiari dai resoconti finora pervenuti. Pretendiamo tutti maggiore trasparenza e un minimo di proiezione da parte dei protagonisti di quella che riteniamo una dichiarazione di rinuncia alla lotta per l’indipendenza della classe docente da qualsivoglia forma di condizionamento politico o di potere. Vogliamo sapere cosa ci aspetta, cosa si é inteso salvaguardare con questo accordo, quali prospettive ci sono di non subire il ricatto della chiamata diretta di qui innanzi, con quale scopo hanno firmato accordi portandoci un passo avanti nel recinto che prelude alla morte della libertà d’insegnamento, tenendo conto che in quella sede istituzionale si sono espressi anche per chi non li ha delegati, anzi li aveva espressamente e reiteratamente diffidati! Perché, ricordiamo, la mancanza di condizionamento nell’insegnamento è il principio che salvaguarda la validità dei titoli di studio e la valorizzazione del merito!

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Una proposta indecente

Le notizie che circolano in merito all’accettazione dell’ipotesi di contratto sulla mobilità del personale docente della scuola pubblica sono raccapriccianti.
Seppure in forma articolata, passa il principio sancito nella famigerata riforma L. 107 / 2015: mano libera ai presidi negli ambiti territoriali. Non si può ignorare che l’accettazione di quel principio implica che i sindacati hanno rinunciato a portare fino in fondo la lotta contro la Riforma. Inizia a concretizzarsi l’obiettivo politico della legge 107 /2015 : il controllo politico dell’intera categoria docente. Delude e sconcerta la capitolazione dei sindacati, in particolare della FLC-CGIL: il sindacato dello sciopero antifascista proclamato dal CLN il 25 aprile 1945, dello sciopero contro il governo Tambroni del 1° luglio 1960, nel gennaio del 2016 non può firmare la resa al governo Renzi che ha preso d’assalto la democrazia e la costituzione repubblicana frutto della lotta di Resistenza.
Ricordiamo che dall’accordo sulla mobilità l‘unico sindacato che si era sfilato è stata la Gilda.