Il Referendum di Ottobre sarà il punto di non ritorno. Matteo Renzi sfida apertamente a votare no alla riforma Renzi Boschi e lui toglierà il disturbo. I magistrati di Democrazia Costituzionale subodorano la deriva autoritaria di un premier sponsorizzato dai grandi gruppi di potere, rappresentati in Parlamento nelle più diverse formazioni politiche, lanciando i comitati per il No al Referendum Costituzionale che ha già raccolto diverse adesioni. Si annunciano nuove grane per Renzi dopo i numerosi appelli a votare No alla modifica delle riforme costituzionali ai quali si aggiunge quello del portavoce del Movimento Nazionale Insegnanti Precari, il Prof. Riziero Agostinelli, che pubblichiamo di seguito.

Tutte le insidie nascoste

Dietro lo slogan demagogico ‘renziano’ si nasconde il “NON DETTO”, cioè quella realtà nascosta in cui si condensano gli interessi antidemocratici della Riforma Costituzionale (Boschi-Renzi).
Tale Riforma sancisce la morte della democrazia e dei diritti umani e la nascita della cultura del liberismo sfrenato, che, attraverso alcuni modelli, come la legge 107 (Buona Scuola), consacra il pensiero non critico degli studenti e degli insegnanti, finalizzato a produrre una scienza tecnico-esecutiva e sta formando dei veri e propri soggetti “drogati”, privi di stimoli, di personalità, di dignità e di diritti, cioè andrà a creare un nuovo modello di società arida esecutrice dei doveri, senza scrupoli, costituita da mercenari.
Politicamente e culturalmente l’Italia e gli italiani stanno vivendo una regressione reale.
A Ottobre 2016 i banchieri, tramite Matteo Renzi, hanno indetto il referendum Costituzionale, chiedendo con forza di sostenere una riforma che cela un grande pericolo dietro il “NON DETTO”.
E’ arrivato il momento in cui il Popolo Italiano reagisca, comprenda che il referendum Costituzionale cancellerà definitivamente 70 anni di dure lotte per la conquista della democrazia e dei diritti umani.

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L’importanza di votare NO alla riforme costituzionali

Dobbiamo essere capaci, tutti insieme, di combattere questo attacco inumano e bocciare la riforma Costituzionale che è, in verità una riforma esecutiva di uno Stato di regime totalitario, che immediatamente darà vita al processo di smembramento della democrazia e di involuzione sociale.
La Magistratura si è già schierata contro questa riforma e voterà NO al referendum.
Giuristi e Costituzionalisti, come Rodotà, Grandi, Gallo e Zagrebelsky hanno costituito un imponente comitato per il NO, sono i “professori” a cui i renziani sono allergici.
Anche il mondo della scuola e dell’Università devono votare NO, ci dobbiamo opporre con tutte le nostre forze e gli strumenti democratici.
Gli insegnanti e tutto il mondo della cultura hanno l’obbligo di difendere la nostra bella Costituzione della Repubblica Italiana.
Renzi, fuori dal Parlamento, non ha più la maggioranza degli italiani.
Facciamo appello ai 700.000 insegnanti che il 5 maggio 2015 hanno manifestato in tutte le piazze italiane contro il governo Renzi e la sua politica statalista, al fine di costituire gruppi che espongano la nostra opposizione alla riforma Costituzionale targata Boschi-Renzi-Verdini-Banche.
Il nostro NO sarà netto e razionale.
Dobbiamo coinvolgere, sin da subito, tutta la società (amici, parenti, colleghi e conoscenti).
Dobbiamo svegliare, a tutti i costi, le coscienze.
Dobbiamo sostenere sempre le ragione del NO, la difesa della democrazia e degli inalienabili diritti umani.
Difenderemo la nostra libertà e quella dei nostri figli a denti stretti e senza paura.
A Ottobre, se non prima, manderemo a casa il governo Renzi-Boschi-Verdini-Banche con la schiacciante vittoria del NO.
NON LASCIAMO NESSUN MARGINE DI SPAZIO AL PD-BANCA, MOBILITAZIONE FERMA E COMPATTA.
Fin qui il comunicato del Prof. Agostinelli al quale, per dovere di informazione corretta e puntuale, va aggiunta la considerazione che i sondaggi politici trasmessi dai maggiori network nazionali nascondono i veri risultati in ossequio alle linee editoriali dettate da Palazzo Chigi.
 

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