Gli universitari scardinano il numero chiuso – L’università di Medicina è stata coinvolta in questi anni, a partire dai primi giorni dall’aprile 2014, in una lunga e intensa battaglia legale per sciogliere la riserva di circa novemila aspiranti studenti, esclusi dalle prove del ‘quizzone‘ ministeriale del 2014. In quella occasione, infatti, solo 10 mila aspiranti passarono la dura prova dei test, mentre i restanti 9 mila vennero esclusi. Questi ultimi, immediatamente, si appellarono al Tar del Lazio proprio perché ritenuti in sovrannumero, rispetto al numero massimo di studenti ammessi, per l’anno accademico 2014/2015.

Questa sentenza apre nuovi scenari in tutte le Università d’Italia. Il numero chiuso non è la strada da percorrere.

Oggi, a distanza di molti mesi, il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha finalmente sciolto la riserva che gravava sul futuro di migliaia di studenti, i quali hanno in questi mesi frequentato i corsi universitari con un’incertezza in più rispetto ai colleghi passati durante la prima cernita del Miur. Insomma, tutto bene quello che finisce bene. A dirlo sono proprio loro: gli studenti universitari. Anche i genitori di questi ultimi esultano, dopo aver subito molti danni, sia economici che psicologici. Oggi, finalmente ‘giustizia è fatta’ e si riacquista una pace interiore, quella che è mancata a tanti genitori, dopo questi lunghi mesi di ansia e preoccupazione per l’incertezza circa il futuro dei loro figli.

Una vittoria nei confronti delle ingiustizie

Le dichiarazioni dell’Unione degli Universitari – A questo proposito, escono le prime dichiarazioni del Coordinatore Nazionale dell’Unione degli universitari, Jacopo Dionisio, il quale dichiara: si tratta “di sentenze storiche, che segnano un passo avanti decisivo nella battaglia contro questo sistema di accesso, il quale preclude ogni anno a migliaia di studenti la possibilità di frequentare il corso di studi che avevano immaginato per il proprio futuro“. Lo stesso coordinatore, continua con soddisfazione il suo commento: ‘Ogni giorno il muro rappresentato dal numero chiuso si va sgretolando sempre più. Questo sistema sta implodendo nelle sue contraddizioni. Il Governo – conclude – deve assolutamente farsene una ragione e assumersi la responsabilità politica‘.