Da quanto si apprende tutti i partecipanti al prossimo concorso 2016 dovranno affrontare una serratissima prova di lingua straniera.
Tale prova (scritta e orale), proposta e voluta dal Ministero alla Pubblica Istruzione, consisterà, infatti, nella risposta da parte degli aspiranti, sia in forma scritta che orale, a due domande riguardanti la propria disciplina di insegnamento. Questo momento valutativo, come era facile prevedere, ha provocato in loro parecchia preoccupazione. Una vera e propria spada di Damocle.

Anche i candidati di Greco e Latino dovranno sottoporsi alla prova di lingua straniera

Andiamo al nocciolo della questione – Ma cosa succede per i docenti di greco e latino? Secondo questi ultimi, infatti, tale prova risulta inutile e contraddittoria. Gli stessi, subito dopo la notizia, hanno esclamato: un’assurdità! Noi insegneremo greco e latino e non certo l’inglese, il francese o lo spagnolo! In effetti, a pensarci bene, sembra assurda questa decisione… la solita, presa con troppa fretta, rischiando di fare di un filo d’erba tutto un fascio. Si, perché, sovente, cercare di risolvere i problemi, per questo Governo, significa trovarne di nuovi. L’antico saggio cinese avrebbe detto: ‘quando hai fretta, fermati’. Ma a quanto pare, i cinesi servono soltanto per votare PD alle primarie milanesi, per il resto non vanno proprio ascoltati.
Forse questa odiata decisione della lingua inglese come prova concorsuale sarà partita – secondo molti insegnanti precari abilitati – direttamente dal nostro premier Renzi. Lui stesso ha dimostrato che in pochi mesi il suo inglese imperfetto e strampalato può essere migliorato notevolmente, diventando quasi perfetto. Forse… Ma adesso il tempo stringe e incombe il concorso (si parla al massimo della fine di febbraio) quindi l’unica cosa da fare sarebbe quello di contattare l’insegnante privato che ha preparato il nostro Matteo e…. il gioco è fatto! Fine di tutte le preoccupazioni….. Scherzi a parte, lo slittamento della pubblicazione in G.U. del concorso è dovuto – secondo alcune fonti vicine al Miur – alla mancanza del Decreto presidenziale relativo alle nuove classi di concorso. Tale DPR, infatti, sarebbe propedeutico all’indizione del concorso stesso.

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Il 12 febbraio 2016, prossima mobilitazione dei sindacati difronte le Prefetture.

Intanto, il prossimo 12 febbraio c.a. tutte le maggiori sigle sindacali (Flc Cgil, Cisl, Uil, Snals Confsal e Gilda Unams) hanno indetto uno sciopero semi – unitario contro la ‘solita’ Buona Scuola ma anche contro lo slittamento del tormentone del momento (il concorsone). In questa occasione – secondo molti insegnanti definiti ‘contrastivi’ – le contraddizioni e i volta gabbana di molti sindacati hanno avuto la loro massima espressione: da un lato, gli stessi sindacati promuovono i ricorsi verso il Governo e il Miur e dall’altra parte promuovono i corsi di preparazione alle prove concorsuali. Il risultato? Molti insegnanti abbandonano in massa i sindacati, dichiarando ad alta voce: ‘solo un’ulteriore trattenuta nei propri stipendi’.