I diversi coordinamenti dei precari della II fascia delle Graduatorie di Istituto si ritrovano oggi al Miur dopo il sit-in del 12 gennaio scorso per presentare le istanze dei colleghi da loro rappresentati. Altri coordinamenti ed associazioni sono già in fermento per impugnare i tre bandi del prossimo concorso docenti. Tra questi citiamo Azione Scuola che di concorso per titoli ed esami per i precari della II fascia proprio non vuol sentirne parlare. Al Miur una delegazione delle rappresentanze dei coordinamenti dei precari formata da Adida, CDP e Mida tenta di dialogare con l’amministrazione ed affida al web questa nota congiunta.
Il comunicato congiunto
I precari di 2° Fascia chiedono un atto di equità e uguaglianza da questo Governo.

  1. Revisione tabella titoli;
  2. modifica programma di studio;
  3. rinvio uscita bando di concorso per consentire le dovute modifiche.

La legge 107 ci ha danneggiati, il lavoro è merito e se supportato da relativa abilitazione diventa doppio merito. Chiediamo al Governo un atto di responsabilità in modo che il concorso diventi una possibilità per tutti e non una ghigliottina per i 2/3 degli abilitati.
Non solo questo, vogliamo fermare sul nascere un concorso di privilegiati dalle lobby universitarie e dal sistema che i governi precedenti hanno contribuito a corrompere.
La politica dimostri di esserci per tutti e non per i soliti noti.
Le alternative
Due le soluzioni possibili, semplici, economiche e soprattutto oneste:

  • DOPPIO CANALE con riapertura GAE per tutti gli abilitati:
  • CONCORSO per TITOLI.

Invero due soluzioni plausibili che avrebbero l’effetto di troncare il numero di contenziosi in atto. Basta un semplice decreto che equipari legalmente la II fascia di Istituto alle Gae e che disponga l’immissione diretta in ruolo da operare sul turn over dei prossimi tre anni.
Per la III fascia
Anche i precari della III fascia hanno diritto, se non immediatamente al ruolo per via dello scarso servizio fin qui maturato, almeno la possibilità di seguire un corso formativo dal costo contenuto.
Per loro Azione Scuola propone che i 36 mesi equivalgano ad abilitazione già conseguita e per gli altri un corso formativo abilitante dal costo contenuto entro i 1.000,00 euro di cui il 50% a carico dello Stato. Lo scorrimento dovrà immettere tutta la II fascia e a seguire i precari della III tra coloro che hanno almeno svolto 36 mesi di servizio anche non continuativo su posto vacante e disponibile.