Avere il diabete può far male soprattutto al conto in banca, più che alla salute. La storia che vi raccontiamo di seguito tratta della vicenda di un giovane cagliaritano che a causa di questa malattia si è visto rifiutare il posto di lavoro da due big dell’economia italiana: RFI e Terna. Così , carta e penna, il nostro decide di scrivere Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti e all’Amministratore Delegato RFI Rete Ferroviaria Italiana Maurizio Gentile. Che chi ha patologie di questo genere trovi difficoltà ad ottenere un lavoro ben lo sanno i fruitori della Legge 104 che il Miur dimentica di inserire in Gae e il Governo di considerare per poter partecipare ad un concorso docenti con modalità rispettose della condizione sofferta. Che si sia destinati nuovamente a chiedere aiuto alla UE?
La lettera
Mi chiamo Michele Gigli, ho 20 anni e un diploma di Capo-Tecnico elettrotecnico preso con il massimo dei voti; lavoro presso un’officina elettromeccanica ma cerco un posto di lavoro dove si investa sulla formazione dei giovani in modo da professionalizzarli per il futuro. Per ben due volte sono stato respinto in aziende di grosso calibro a causa del mio DIABETE. La prima volta si tratta di TERNA RETE ITALIA, la società che si occupa della manutenzione e trasmissione dell’energia elettrica italiana sotto forma di ALTA TENSIONE, mentre la seconda volta si tratta di RFI: RETE FERROVIARIA ITALIANA, società che si occupa della sicurezza e dell’efficienza della rete ferroviaria. Parto prevenuto perché nel 2016 non vi è nessuna norma o legge che dice che il soggetto diabetico privo di complicanze non può svolgere codesta attività. La seconda volta (Novembre 2015) però non posso accettarla – il caso delle FERROVIE – poiché la mansione in questione era OPERATORE SPECIALIZZATO MANUTENZIONE INFRASTRUTTURE. Persi la selezione per colpa del diabete, in quanto il medico mi ritiene INIDONEO poiché la mia patologia non è congrua alla sicurezza ferroviaria! Chiedo un incontro con i vertici di RFI, Rete Ferroviaria Italiana, per rivalutare il mio caso. La mia patologia non può essere discriminante, e non ha effetti che giustifichino preoccupazioni per la sicurezza ferroviaria.
La petizione
Per questi motivi ha aperto una petizione rivolta a tutti, anche a chi non è affetto da patologie simili, per combattere contro questa vergogna ed ottenere giustizia. Intanto il nostro proseguirà la sua battaglia, supportato da coloro a cui fa piacere e dalla associazione DIABETE GIOVANILE e dal presidente della stessa ANTONIO CABRAS.
Qui di seguito trovate il link alla petizione.