I giudici dicono no alle benedizioni pasquali a scuola. Il Tar, infatti, ha accolto il ricorso di un gruppo di genitori e insegnanti di Bologna con una sentenza ‘senza consolidati precedenti giurisprudenziali’, come riportato dal quotidiano ‘La Stampa’ di oggi, giovedì 11 febbraio.
Tale sentenza potrebbe avere conseguenze importanti nel futuro. Infatti, i giudici Italo Caso e Giuseppe Di Nunzio hanno motivato tale decisione con il fatto che il principio costituzionale della laicità o non confessionalità dello Stato «non significa indifferenza». La scuola però non può «essere coinvolta nella celebrazione di riti religiosi che sono essi sì attinenti unicamente alla sfera individuale di ciascuno».
Grande soddisfazione è stata espressa da Monica Fontanelli, tra le promotrici insieme a Gianluca Gabrielli, del ricorso al Tar: ‘Con l’accoglimento del nostro ricorso si è affermato un principio importantissimo non solo per la scuola di Bologna, ma per la scuola italiana – esulta Monica Fontanelli – L’indicazione è estremamente chiara: la scuola è laica. A scuola si insegna a vivere insieme, si fa cultura, le pratiche religiose restano fuori. È stato affermato un principio della Costituzione’.

Comunicato ufficiale firmato dalla stessa Monica Fontanelli e da Gianluca Gabrielli, sentenza TAR

Oggi una sentenza stabilisce che il principio di laicità della Scuola deve essere rispettato, difeso, salvaguardato. Un anno fa il Consiglio d’Istituto dell’IC 20 di Bologna deliberava di concedere i locali scolastici per la benedizione pasquale a studenti, genitori, personale scolastico, in evidente violazione di un principio costituzionale, quello della laicità.
In difesa di una visione della scuola di tutti e per tutti, libera, laica, capace di accogliere e non di dividere ci eravamo opposti, in un Consiglio d’Istituto sordo di fronte alle nostre motivazioni, alla richiesta dei Parroci.
In modo per noi del tutto incomprensibile il Consiglio aveva deliberato la concessione degli spazi scolastici, in violazione di quei principi esposti ora nelle motivazioni della sentenza del TAR, che ha accolto il nostro ricorso.
Dopo una campagna mediatica violenta contro di noi, contro chi semplicemente ha sempre voluto difendere la Scuola della Costituzione, la Scuola Pubblica, oggi con questa sentenza si riafferma con forza che ogni tentativo di utilizzare la Scuola in modo strumentale è scorretto e perdente: la Costituzione va rispettata, la Scuola è laica!