docente in part time?

Si potrebbe aprire anche per il personale della scuola (docenti e ATA) una finestra per rendere meno pesanti gli ultimi due-tre anni di servizio prima di ottenere la pensione di vecchiaia? Forse si apre uno spiraglio in tal senso, grazie ad un emendamento inserito nel Milleproroghe che estenderebbe ai lavoratori statali quanto stabilito per quelli del settore privato. A spiegarlo un comunicato UIL.

Scuola, docenti e ATA anziani: avranno il part time?

“La legge n°208 del 28.12.2015 (Legge di Stabilità 2016) all’art. 1 comma 284 ha stabilito che, nel settore privato e fino al 2018, il personale che andrà in pensione per vecchiaia (anni 66 e mesi 7) ha facoltà di ridurre il proprio orario di lavoro dal 40 al 60% e avere lo stipendio rapportato alla percentuale di part time che sceglie.
Dal punto di vista pensionistico, però, la parte di servizio non lavorata viene coperta da contribuzione figurativa e, pertanto, il calcolo della pensione verrà effettuato come se il lavoratore avesse svolto servizio a tempo pieno.
Nel disegno di Legge c.d. “milleproroghe” è stato inserito un emendamento che estende anche ai lavoratori statali ciò che è stato stabilito per il settore privato, si potrebbe aprire, anche al personale della scuola una finestra per rendere meno pesanti gli ultimi due-tre anni di servizio, prima di andare in pensione per vecchiaia. Il condizionale è d’obbligo per evitare facili illusioni . L’emendamento votato riguarda unicamente le pensioni di vecchiaia (66 anni e 7 mesi) e, per essere ancora più chiari, è rivolto a tutti coloro (maschi e femmine) che al 31.12.2016 posseggono un’età anagrafica di anni 64 e mesi 7. Bisogna ricordare, inoltre,  che il requisito si dovrà possedere senza arrotondamenti.
Si dovrà attendere la pubblicazione del Decreto Ministeriale  entro il 31.03.2016, per conoscere se e come potrà essere applicato al personale della scuola, nel cui comparto l’istituto del part-time ha una sua precisa normativa.”