Ma che cosa è Chimpa? Una piattaforma ‘didattica interattiva’ che consente di gestire e controllare i tablet di classe. La futuristica app associa, immediatamente, il device del docente con quelli degli studenti in classe.

Il suo ideatore, Antonio Curedda di Xnoova – la società che ha sviluppato la piattaforma (composta, oltre a lui, da Roberto Tramelli, Alessandro Molinari, Giacomo Donati, Corrado Gaviglio, Paolo Malpeli, Paolo Moschini, Luca Bleve e con la partnership di Ligra Srl) dichiara a proposito di Chimpa: «L’abbiamo progettata ascoltando le esigenze dei docenti e dei ragazzi del liceo scientifico Respighi di Piacenza che vogliono ottenere il massimo dalle nuove tecnologie adottate dall’istituto. Chimpa offre una suite di servizi finalizzati a migliorare la didattica in aula».
L’interessante applicazione include diverse applicazioni, dedicate agli insegnanti, “Chimpa teach” e agli studenti “Chimpa learn“.
Ma da dove deriva il nome di questa applicazione? In inglese Chimp significa scimpanzè. La mascotte della suite è una scimmia.
Prosegue Curedda: «Si tratta di animali dalle grandi capacità, estremamente curiosi, che imparano ogni giorno cose nuove. Fondere il termine chimp con le prime lettere di impara, per ottenere ch-impa, ci è sembrato un un modo divertente ed efficace per esprimere l’obiettivo della piattaforma».

Ma vediamo di che si tratta

Chimpa teach‘ installata sul tablet dell’insegnante permette l’appello automatico, eroga contenuti didattici agli studenti integrandosi con Google Apps e altre piattaforme, apre le applicazioni e imposta le liste di siti web consultabili sui dispositivi degli studenti. “Chimpa learn“, l’applicazione per gli studenti installata sui dispositivi resi loro disponibili, consente il controllo presenza, l’accesso ai contenuti didattici e alle risorse in rete ed è predisposta per l’accesso alle valutazione tramite test e questionari. In più permette di far scattare un messaggio, azionato dall’insegnante, per richiamare lo studente all’attenzione.
Da dove nasce l’idea della didattica interattiva? Il ricercatore spiega: «Il liceo Respighi è stato il nostro ispiratore e banco di prova perché è fra i primi in Italia ad aver inserito l’uso di tablet e quindi ad aver affrontato i problemi di gestione che tali dispositivi comportano. Partendo da queste esigenze – continua – abbiamo costruito un prodotto sempre più complesso fino a trasformarlo, nel giro di un anno, in una piattaforma strutturata. La piattaforma consente ad insegnanti e studenti di fare cose che prima non era possibile proporre. Chiaramente il suo utilizzo dipende dal tipo di approccio che l’insegnante decide di utilizzare. In ogni caso – conclude – non ci fermeremo qui. Abbiamo già in cantiere altri progetti nell’ambito dello sviluppo di software dedicati al mondo della scuola. L’obiettivo per cui lavoriamo è lo sviluppo di una didattica propositiva, nella quale viene facilitatala condivisione dei contenuti che vengono poi appresi mediante esperienze dirette da parte degli studenti. In questo modo è possibile memorizzarli con più facilità».
Per maggiori informazioni consultate il sito web ufficiale: http:www.chimpa.eu/it