Quaranta per cento in meno delle domande di pensionamento, ovvero solo 16mila lavoratori della scuola hanno presentato istanza di pensionamento. I numeri vengono pubblicati dal sindacato Anief che spiega anche le ragioni di questo incredibile crollo nell’anno 2016: triste a dirsi, nel Paese dove l‘età media degli insegnanti in servizio è la più alta al mondo (secondo l’ultimo rapporto Ocse – Education at a glance 2015) e dell’aggravarsi del fenomeno legato al burn-out, il turnover si limiterà quest’anno all’irrisoria percentuale pari al due per cento.

Pensioni scuola, Anief: ottomila domande di pensionamento in meno, turn over al 2%

Sono 6mila docenti e 2mila Ata in meno rispetto allo scorso anno, quando le richieste di lasciare il servizio furono circa 24mila – scrive sul proprio sito il sindacato Anief – I benefici dell’emendamento Gnecchi alla Legge 190/2014, che ha permesso di far accedere alla pensione prima dei 62 anni di età, con circa 41-42 anni di contributi senza incappare nelle decurtazioni, sono stati cancellati dal decreto interministeriale Mef – Ministero del Lavoro, che ha posticipato di ulteriori quattro mesi l’età e i requisiti. E pensare che nel 2007 a lasciare furono più di 35mila lavoratori.

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Pensioni scuola, Anief: ‘Governo ha abbandonato i Quota 96, insegnanti stressati’

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief scrive: ‘A tenere alta l’età media dei nostri insegnanti c’è anche la decisione del Miur di escludere non abilitati e laureati dal concorso a cattedra, in via di approvazione e contro cui noi abbiamo già deciso di fare ricorso. Non dimentichiamo, poi, che questo Governo ha abbandonato oltre 4mila Quota 96. Come quasi tutti i dirigenti dimenticano ancora oggi di somministrare il test per il rilevamento dello stress da lavoro correlato, divenuto obbligatorio dal 2011. Si sarebbe accertato quello che è noto da tempo, grazie alle ricerche scientifiche: la categoria degli insegnanti è quella che più conduce verso patologie psichiatriche e inabilità al lavoro, con 3 docenti italiani su 4 stressati per il lavoro dietro la cattedra troppo logorante.’