La rosicata; questo sarebbe il titolo se l’articolo scritto da Camillo Langone sul Foglio a pagina 2 fosse stato un film. Curiosi di leggere il contenuto di questa rosicata? Continuate a scorrere col mouse di seguito. Questo che segue è testuale quanto apparso sul quotidiano Il Foglio di recente. Ai lettori il compito di valutare la performance del nostro.

L’estratto dell’articolo de “Il Foglio”

“A scuola si insegna a vivere insieme, si fa cultura. Le pratiche religiose restano fuori” dicono gli insegnanti anzi le insegnanti anzi Monica Fontanelli. Sono portato ad amare questa maestra che da ragazza come tutte le ragazze bolognesi avrà amato le canzoni di Luca Carboni o di Lucio Dalla o forse, andando un po’ indietro, di Claudio Lolli, oppure, andando un po’ avanti, di Cesare Cremonini, comunque canzoni che ho amato e amo tuttora anch’io, e invece la odio perché mi costringe a essere pedante e a fare un altro rilievo etimologico: cultura deriva precisamente da culto, dire che la religione non fa parte della cultura è come dire che le patate non fanno parte del puré”.

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Ilarità e indiffferenza

Che dire, Camillo Langone il re della retorica, che probabilmente con la scuola o con le insegnanti donne deve avere un conto in sospeso, non le manda certo a dire. Suscitano quanto meno ilarità le parole del giornalista, quando non è meglio lasciarlo nell’oblio dell’indifferenza. A stretto giro di web comunque gli risponde la diretta interessata dalle pagine del suo blog.

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La risposta di Monica Fontanelli

Il tema del contendere è rappresentato dalle benedizioni pasquali a scuola nei confronti delle quali la comunità laica esprime tutte le sue riserve, contrapponendosi al forte spirito cattolico di cui è intrisa la nostra società. La preside dell’istituto si è spinta a dire che farà eseguire le benedizione intorno all’edificio, visto come stanno le cose. Ma la parte forse più tagliente di tutto l’intervento della Prof.ssa Fontanelli è alla fine. I latini dicevano “In cauda venenum ” e la conclusione non poteva che essere una sonora bocciatura per un allievo, Langone, che si erge a giornalista senza sapere, senza avere cultura e cognzione di ciò che dice. Potete leggere il pezzo integrale di Monica Fontanelli qui.