La correzione di un compito in classe è spesso al centro di forti contestazioni. Nella discussione entrano spesso i genitori che si rivolgono ai docenti per capire il criterio adottato dall’insegnante per fare la correzione dei compiti eseguiti dai propri figli. Per comprendere lo spirito della polemica più gettonata dai docenti abilitati che lavorano ogni anno su supplenza nelle scuole italiane si è preferito inserire l’immagine della correzione del compito di matematica assegnato in una scuola primaria del piemontese. Ironicamente qualcuno si è spinto a qualificare i neo-immessi in ruolo come i fuoriclasse della scuola italiana. In un post apparso su facebook, una docente con esperienza pluriennale racconta la sua testimonianza.

Il post su facebook

Onorevole Maria Maria Coscia. Sono una insegnante di II fascia ma oggi le scrivo come genitore di un bambino che ha appena iniziato la scuola primaria. Parlando con altri genitori è emersa la paura per la preparazione dei nostri figli. Dalle GAE sono stati immessi in ruolo insegnanti che non hanno mai svolto il lavoro di docente. Confrontandomi con gli altri genitori è emersa preoccupazione per la loro “poca” preparazione. Un esempio concreto: le espressioni vengono spiegate così e da docente abilitata e precaria da 13 anni non può che venirmi una forte rabbia. La parte sulla destra è quella che ho corretto personalmente.

Loading...

Considerazioni

A ben vedere, quanto viene descritto dall’insegnate precaria si può considerare come uno tra i grotteschi record degli ultra 60 enni di impreparazione immessi in ruolo. Non si è voluto tenere in considerazione il fattore esperienza che nell’insegnamento è determinante ai fini del raggiungimento di quei risultati spesso invocati dai genitori e dai politici. Immettere in ruolo direttamente i precari già in servizio avrebbe sicuramente risolto questo problema. Ma per risolvere i mali della scuola ci vuole competenza e conoscenza profonda della materia che si vuole normare.

Loading...