Unioni Civili – Si sta assistendo veramente al primo indietreggiamento della politica ‘dittatoriale’ di Matteo Renzi? L’uomo più potente del Parlamento italiano, il ‘’Pantocratore’ della politica del fare. E’ proprio così. Per la prima volta in due anni (giusto in questi giorni si celebrano e si ‘festeggiano’ i suoi primi 730 giorni di governo) il premier deve indietreggiare! Che assurdità direbbe lui. Sembra un sogno direbbero gli altri. Lui che finora sembrava indelebile e inscalfibile dal punto di vista numerico, grazie anche alle sue ciambelle di salvataggio e ai continui cambi di casacca dell’ultima ora. Ma questo giorno è arrivato e a fare festa non sono i docenti precari, i quali in questi mesi speravano quanto prima che questo momento arrivasse, ma il popolo della scuola. I docenti precari già abilitati, purtroppo, sono troppo impegnati per seguire queste ultime notizie; sono affaccendati nella ‘full immersion’ per immagazzinare quante più nozioni possibili per affrontare il prossimo e imminente Concorsone 2016.

Il PD nelle mani di NCD. Mancano i voti quindi indietreggiamo

Ma quale politica nuova delle Riforme. Siamo alle solite! Questa è la politica della prima Repubblica – In queste ore iniziano a trapelare le prime indiscrezioni circa i cedimenti numerici del PD e tanti docenti esultano: chiaramente gli altri docenti…, quelli oramai stabilizzati da tempo, gli insegnanti neo immessi in ruolo, i collaboratori scolastici, gli assistenti amministrativi e via dicendo. Un dietro front, questo, che non ha pari. Ma il problema vero di questo indietreggiamento sono i mugugni della componente centrista, quella di NCD di Alfano, non quella dei Catto – Dem. Questi ultimi, secondo le ultime notizie, forse mancheranno alla conta, irritati per la volontà di Matteo di stralciare la stepchild adoption, nel momento della fiducia.
Insomma, una bufera nella bufera! Tutta colpa dei temi etici e morali delle Unioni Civili. Ma questi problemi sono quelli degli italiani e l’attualità concentra la sua attenzione su aspetti che dovrebbero attenersi solo al buon senso e alla logica della vita quotidiana che ognuno di noi vive. Questi politici si riempiono la bocca contro l’omofobia e poi, senza alcun senso, danno del ‘frocio’ a quello o all’altro, senza riflettere sulla carica e il ruolo che in quel preciso momento ricoprono.

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Tutto questo per le unioni civili. E per la scuola… solo indifferenza.

Intanto gli insegnanti si domandano come mai per la loro situazione quasi tutte le forze politiche non hanno mosso neanche il dito mignolo, soprattutto quando avrebbero potuto farlo. Il silenzio e l’indifferenza ha regnato sovrano all’interno dei due rami del Parlamento e dopo circa sette mesi dall’entrata in vigore della Legge 107/2015 tutte le preoccupazioni e le contraddizioni legislative ipotizzate dagli insegnanti italiani, in tempi non sospetti, puntualmente, stanno venendo a galla. Questa è l’Italia. Un paese che si indigna sull’amore tra due persone dello stesso sesso ma rimane indifferente per una legge che ha reso ancora più brutta la scuola pubblica italiana.
In conclusione, raccomandiamo al nostro caro Matteo Renzi di non indietreggiare troppo, perché potrebbe rischiare di finire in fondo al burrone…. e una brutta fine del genere non la meriterebbe.

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