In questo articolo riportiamo un comunicato stampa, dai toni duri, pubblicato dai sindacati di categoria scuola fiorentini, e indirizzato all’attuale Sindaco di Firenze Dario Nardella. Si parla di scuola  e di come l’Amministrazione fiorentina, dopo avere ascoltato nei giorni scorsi le istanze e le richieste dei sindacati scuola, si ostinano a procedere con le loro scelte. La solita politiche che fa finta di ascoltare gli altri ma va avanti per la sua strada!
Comunicato:
“Apprendiamo dalla stampa cittadina quali sono le scelte politiche dell’amministrazione comunale sul futuro dei servizi e del personale che vi opera.
Ciò che ci lascia increduli, ma ormai dovremo essere abituati, è che, nonostante le promesse e gli impegni che si sono manifestati al tavolo sindacale del 12 febbraio u.s. da parte degli assessori presenti, si procede come se niente fosse.
Ricordiamo pertanto al sindaco che durante il tavolo sindacale sul futuro dei servizi educativi scolastici nella nostra città, la discussione che si è svolta con la RSU e le OO.SS. di categoria era improntata a un maggior rispetto del confronto e sopratutto all’ “ascolto”di coloro i quali hanno un ruolo di rappresentanza del lavoro in questi servizi.
Quello che infatti abbiamo chiesto e rivendicato con forza è che non si procedesse con l’estensione dell’appalto nella scuola comunale, perché le forte criticità individuate a priori e confermate a posteriori hanno dimostrato che questo modello organizzativo non funziona sia dal punto di vista “didattico”, né tanto meno dal punto di vista contrattuale. Abbiamo offerto la possibilità di aprire una discussione il più larga possibile, basandosi su fatti concreti per provare a immaginare un futuro di questa scuola, un futuro per le insegnanti che ci lavorano e un futuro per un progetto formativo di qualità.
L’impegno assunto era di una nuova convocazione prima del bilancio e del piano di fabbisogno del personale (assunzioni), per capire quali risorse dirottare sui servizi di welfare cittadino. Mi sembra che il sindaco tramite i giornali abbia già risposto, o no?
L’impegno era quello di addivenire a un progetto organico di tenuta del sistema scuola, evitando lo sgretolamento logorante messo in atto dalle politiche locali. Dato che per la CGIL le sperimentazioni-innovazioni dettate da prospettive di nuovo welfare non ci vedono concordi, ripetiamo ancora una volta che stiamo parlando di scuola dell’infanzia come primo segmento del sistema di istruzione, con una propria identità pedagogica e organizzativa, con specifici programmi e percorsi didattici.
La previsione dell’insegnante al mattino e di altri operatori educativi o insegnanti che si aggiungono nella gestione pomeridiana rappresenta un inaccettabile arretramento, che ci riporta indietro nel tempo, quando la scuola dell’infanzia non aveva assunto un preciso profilo educativo.
Firenze primeggia in Toscana per aver abbandonato questo valore, tutti i grandi Comuni compiono sforzi considerevoli per assumere personale educativo scolastico.
Noi ci chiediamo: quali sono le priorità di questa Amministrazione per uno sviluppo sostenibile e di qualità dei servizi? La risposta è il sistema pubblico privato?
Quello che stiamo rischiando è la dispersione di beni collettivi importanti e di valore!
La nostra battaglia continuerà sostenuta dalla categoria che fermamente ha respinto qualsiasi ipotesi di dismissione della scuola e dei servizi educativi.
I vostri annunci sulla stampa sono per noi una provocazione alla quale risponderemo con la mobilitazione della categoria!!”.
Fonte: Funzione Pubblica Cgil Firenze (gonews.it)