L’ultimo segretario del Partito Comunista Italiano, Achille Occhetto, festeggia i suoi prossimi 80 anni (il 3 marzo di quest’anno) e, invitato alla Camera dei Deputati dai suoi ultimi adulatori, i deputati di Sel, costerna le sue lucide opinioni politiche nei confronti del Primo Ministro Renzi, a proposito della sua politica che, secondo l’ex umo politico comunista, non sa né di destra e né di sinistra. A proposito della politica attuale del premier italiano, dichiara: «Tanta disillusione per la politica italiana di oggi: più di Renzi, mi appassiona il progetto socialista di Bernie Sanders negli Usa».

Occhetto a tutto campo, critica la mancanza di ideologie di Matteo Renzi

L’uomo di sinistra poi, a proposito di Renzi, dice: «All’inizio ero interessato agli elementi di novità e di movimento che introduceva, ma avevo già qualche dubbio sulla direzione che avrebbe scelto. Ora quei dubbi non li ho più, perché ha scelto una linea che ci porta su un terreno sociale ed economico non avanzato, che non rappresenta il rinnovamento». E aggiunge: «Renzi è partito dicendo che non c’era più differenza tra destra e sinistra, ma che la partita era tra innovazione e conservazione, ma le innovazioni non sono tutte buone – sottolinea l’ex leader dei Comunisti – anche il fascismo era una innovazione e anche la bomba all’idrogeno lo era. Al contrario la conservazione di certi valori, come quelli fondamentali della Costituzione è importante”.
Achille Occhetto rivolge la sua attenzione verso il tanto discusso Partito della Nazione, che in questi giorni ritorna in bocca a molti esponenti Dem: «In queste prime affermazioni di Renzi c’era già l’idea del partito della Nazione, del partito-pigliatutto, che diventa una nuova forma di partito di centro, con un processo che chiaramente non condivido».
A proposito, poi, del tema politico attuale, cioè quello delle unioni civili e del DDL Cirinnà, Achille Occhetto chiarisce: «Ritengo, con realismo, che si debba dire meglio di niente, ma sottolineo come non mi abbia convinto il metodo, che a ben vedere è esattamente l’opposto di quanto avvenuto con il divorzio ’74: oggi hanno prevalso le logiche di schieramento, di maggioranza e minoranza, invece si doveva andare liberi in Parlamento. Nel ’74 fu il Paese a scegliere».

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La scuola contro la politica pigliatutto

L’ultimo passaggio, forse quello più incisivo e vero, riguarda l’attuale schieramento politico: «Oggi tutti vogliono solo vincere, al di là delle idealità e dei programmi». Per questo, continua «sin dalle scuole elementari dovremmo insegnare ai ragazzi che è meglio perdere con le proprie idee che vincere con quelle degli altri».
Infine, conclude il suo pensiero con una considerazione da ex leader di un partito politico che ha segnato l’Italia: “Il mio assillo politico, facendo un bilancio degli 80 anni, è che mi trovo ancora tra Scilla e Cariddi: da un lato il nuovismo senza principi, dall’altro il conservatorismo dogmatico di una vecchia sinistra, mentre in mezzo c’è la tempesta. Una tempesta che ho dovuto affrontare e che vede ancora arrancare la politica italiana tra quelle onde e correnti».