Ancora polemiche e forti proteste dal fronte dei docenti esclusi. Questa volta a protestare animatamente è il popolo dei docenti precari, anche da oltre 10 anni, i quali si sono iscritti, presso l’Università di Bologna, al corso post universitario per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento del sostegno. Il titolo conseguito potrà essere speso per tutti gli ordini e i gradi scolastici, ma i frequentanti non potranno conseguire il titolo entro la fatidica data del 30 marzo 2016, ultimo giorno utile per l’iscrizione al Concorso 2016. Alcuni di loro, esternano le prime dichiarazioni di rabbia e di delusione: «Una beffa, ci giochiamo l’assunzione». Insomma, proprio una brutta storia che conferma, ancora una volta, il dilettantismo e la superficialità di coloro che hanno indetto e predisposto le modalità e la tempistica di questo contestatissimo concorso per la scuola.

3.100 ragioni per annullare questo concorso…

Questa volta si gioca sulla pelle dei poveri docenti precari e futuri insegnanti specializzati nel sostegno, i quali criticano ampiamente le modalità e i tempi contenuti all’interno dei bandi. La loro rabbia si manifesta palesemente su quello che reputano una evidente responsabilità circa il loro futuro di bravi insegnanti. Chi ha predisposto i testi normativi dei bandi e la relativa documentazione allegata, purtroppo, non ha tenuto assolutamente conto di coloro i quali si abilitavano dopo la scadenza prefissata. Una bella gatta da pelare!
Oggi, presi dall’angoscia, un folto numero di insegnanti precari (circa 300) e frequentanti il corso di cui sopra, ha protestato animatamente, rifiutandosi di entrare all’interno delle aule universitarie e di svolgere regolarmente la lezione in programma. Successivamente, qualcuno di loro ha spiegato i motivi di questa clamorosa protesta: «Molti di noi sono precari nella scuola da dieci anni, il titolo di specializzazione ci darebbe la possibilità di concorrere per il sostegno, dove non è richiesto un livello B2 di inglese. Invece la nostra abilitazione arriverà dopo» e prosegue «un corso impegnativo, per il quale abbiamo pagato 3.100 euro di tasse. E alla fine avremo un titolo che non ci servirà. Una beffa, un’ingiustizia». Loro, in breve chiedono al Miur l’ammissione al Concorso 2016 con riserva, perchè, secondo gli stessi, questa modalità è sempre stata messa in atto in tali circostanze. Intanto l’amministrazione del’Ateneo bolognese si giustifica dichiarando che la colpa di tutto questo non è addebitabile direttamente all’Ateneo bolognese, confermando e condividendo a pieno la grave ingiustizia perpetrata ai danni degli stessi insegnanti precari furiosi e visibilmente irritati.

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Anche gli Atenei, purtroppo, rimangono inascoltati dal Miur

Non contenti della risposta ufficiale dell’Amministrazione dell’Ateneo, lo stesso gruppo di ‘rivoltosi’ si è successivamente diretto presso il dipartimento di Scienze della Formazione dove ha interloquito direttamente con il Direttore, Prof. Luigi Guerra, il quale ha subito risposto alle richieste dirette e precise degli stessi, visibilmente scossi e convintamente arrabbiati. Il Guerra precisa: «Non abbiamo nessuna colpa, ci dispiace». Con altrettanta schiettezza il Prof. Guerra risponde agli insegnanti: «Noi il titolo non riusciamo a darlo entro il 30 marzo, anche lavorando giorno e notte. Abbiamo provato a fare pressioni al Ministero perché li accetti con riserva. Abbiamo altrimenti chiesto che siano programmati altri concorsi a breve, spero che risponda positivamente».

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