In tutte le scuole d’Italia si aspetta con ansia l’arrivo dei primi giorni di aprile, il mese preferito per le gite scolastiche. Molti insegnanti sono frenetici di partire, forse più dei loro stessi alunni. Non vedono l’ora di trascorrere delle belle giornate assolate, diverse dal solito; un diversivo, insomma, rispetto alle solite e ripetitive lezioni frontali all’interno delle fredde aule scolastiche.

Gite scolastiche o solo luoghi da visitare….. per i docenti?

Le località da visitare sono le più disparate… da nord a sud e tutti cominciano a preparare le valigie, pronti a trascorrere gratis le vacanze ‘pagate’ dalle stesse Agenzie di viaggio. Questi docenti, dopo la recente nota del Miur, sono consapevoli dei rischi a cui andranno incontro? Noi crediamo di no. Ma oramai è troppo tardi per i ripensamenti dell’ultimo minuto. E iniziano a uscire fuori le più disparate scuse dell’ultimo istante: «ad aprile il mio cane dovrà partorire», «non sapevo del matrimonio di mio figlio», «arriva la zia dall’America» ecc. ecc. Ma i più decisi ed ostinati pensano, invece, ai ‘benefit’ che la partecipazione alla gita scolastica porterebbe loro in termini di svago e di riposo compensativo. Eppure questi impavidi accompagnatori affezionati, senza immaginarlo, da oggi, corrono dei rischi davvero gravi.
Già, durante primi i consigli di classe di settembre, i Dirigenti Scolastici, girando tra le classi, ripetendo le solite frasi minacciose nei confronti di tutti i docenti: «Dovete necessariamente accompagnare i ragazzi in gita». A voler sottolineare l’obbligatorietà della gita scolastica. Solitamente, spinti dalla incapacità di dire no e mossi dalla paura di inevitabili conflitti e ripercussioni, i poveri insegnanti acconsentono a quanto ingiustamente ordinato loro dal Dirigente. Ma, fortunatamente, non tutti.

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In quale CCNL sta scritto l’obbligatorietà dell’accompagnatore?

Questo ruolo, difatti, non è assolutamente obbligatorio e in nessun Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro, si troverà scritto che bisogna accettare obbligatoriamente questa mansione. Anzi, è bene ricordarlo, questo incarico, non solo non rientra tra quelli obbligatori per gli insegnanti ma, coloro i quali decidessero di svolgerlo non potrebbero neanche pretendere nessun emolumento o compenso economico accessorio. Inoltre, il solo fatto di accettare di partire significa anche accettare le responsabilità penali che ne deriverebbero da un eventuale incidente occorso ad un alunno partecipante, incidente causato quasi sempre dalla mancanza di vigilanza e dalla negligenza messa in atto da parte del docente accompagnatore. Questa è la semplice verità.
Nonostante tutto, gli stessi formatori sono pronti a rischiare sulla loro pelle. E sono proprio loro quelli che decidono le mete e le località da visitare. Sono sempre loro quelli che già, prima degli altri, si accaparrano il ruolo consolidato di accompagnatori. Già sanno, con dovizia di particolari, cosa visitare, cosa mangiare e dove dormire. Una meta, insomma, non frequentata prima e pronta per essere la prossima tappa dei pluridecorati docenti accompagnatori. Qualcuno, in questi anni, ha cumulato più gite scolastiche che viaggi di piacere personali. Poi all’improvviso si scopre che gli stessi insegnanti accompagnatori sono anche gli stessi che si assentono ripetutamente durante l’anno scolastico solo per un leggero dolorino al piede o per un piccolo torcicollo congenito. Roba da matti!

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Le critiche del M5S alla nota del Miur

Adesso, per partecipare alle gite scolastiche bisognerà anche essere autisti con la patente A, B, C, D, meccanici conclamati, provetti medici, psicologi di fama, poliziotti con la ‘P’ maiuscola e, soprattutto, specializzati nell’individuazione degli stati e dei livelli di ebrezza del conducente dell’autobus. In effetti, la nota del Miur – secondo le esilaranti critiche del M5S – ha dimenticato una figura lavorativa a corredo di tutte quelle prima menzionale: «Ora gli insegnanti puliranno anche gli scuolabus». Secondo i pentastellati, infatti, ai docenti italiani non gli rimane altro che controllare la pulizia dei pullman (cosa che già fanno) e, se il caso lo richiede, intervenire personalmente per porre rimedio a questa indecorosa evenienza.