Immaginate che ciascuno dei docenti che vedete ritratti nella foto in calce al presente possa raccontarvi la sua storia. Immaginate che ognuno di loro dichiari di essere abilitato con Tfa, oppure con Pas. Di seguito ascoltereste i laureati in Sfp beffati dalla riforma che tolse loro valore concorsuale e i diplomati magistrali che avrebbero dovuto possedere facoltà medianiche. Secondo il Miur avrebbero dovuto sapere nel 2001 che lo stesso Miur avrebbe riconosciuto loro valore abilitante dal 2014 in poi, consentendo l’ingresso nelle Gae. Immaginate infine che un grande invisibile pastore li rimetta nei recinti per nasconderli agli occhi dell’opinione pubblica. Eccoli, questi sono i 200.000 docenti cui lo Stato riserva un vile trattamento. Tutti a concorso e chi non lo passa fuori dalla scuola. L’opinione pubblica dirà “ beh, in fin dei conti il concorso è il modo giusto per accedere alla P.A. “. Ma chi controlla se le prove si svolgono correttamente? Questi docenti rischiano il licenziamento.

Riaggregazione difficile

Facile gestire e domare un piccolo gruppo, sedurlo con la promessa che l’abilitazione gli consentirà l’accesso al ruolo e poi sbarrargli il passo perchè non ci sono soldi. Le stesse risorse che mancheranno per consentire alle gm di entrare di ruolo nei prossimi tre anni. Questi docenti precari che impiegano l’80% della loro giornata per spiegare, interrogare, partecipare ai collegi docenti non hanno il tempo per approfondire quanto accade intorno a loro. E gli stessi sindacati remano contro dicendo loro di andare a concorso, di subire questa mattanza in ossequio a non si sa bene quali logiche. Immaginate adesso che questi 200.000 docenti vengano riuniti in una unica grande graduatoria nazionale e che spariscano dal vocabolario degli USR i termini Sfp, Tfa, Brocca, itp, Pas. Etc.etc.etc. Tutti compatti, uniti, contro il concorso, lanciano una petizione affinchè non venga riservato alla categoria sbagliata.

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No al concorso

Si sta oltraggiando il ruolo dei docenti e della stessa scuola: non c’è una visione programmatica di qualità e un reale investimento nella formazione, ma si procede solo per economicizzare tutto e renderli valutabili secondo criteri aziendalisti che nulla hanno a che fare con la formazione. C’è solo propaganda che va contro l’interesse della scuola pubblica con un impoverimento dei saperi ed uno svilimento delle competenze così come dimostrato dall’attuale accorpamento delle Classi di Concorso. Sono state superate le 16000 firme e finalmente qualcosa pare si stia smuovendo: per martedì è stata promessa una interrogazione parlamentare a firma di diversi senatori che tratti punto per punto tutto quanto indicato nella petizione. Il tempo c’è; ora seve la volontà politica.