Il sindacato Gilda degli Insegnanti e l´Associazione Docenti Articolo 33 hanno organizzato un convengno nazionale contro la legge 107/2015, per mettere in risalto i profili di incostituzionalità della Buona Scuola e organizzare il referendum. Il cmunicato stampa fissa l’incontro a Roma il 16 marzo. Di seguito il comunicato.

La battaglia contro la legge 107/2015 e il referendum

LA BUONA SCUOLA PROFILI DI INCOSTITUZIONALITÀ
Roma, 16 marzo 2016, ore 9,30-13,30
Sala Capranichetta – Piazza Montecitorio

“La legge 107/2015 appare viziata da forzature normative che stravolgono alcuni dei cardini della Costituzione. Le criticità maggiori riguardano la creazione di ambiti territoriali, finalizzati alla chiamata diretta dei docenti, e la presenza di pesanti deleghe che danno al governo una discrezionalità normativa oggettivamente non coerente con il dettato costituzionale. Il convegno intende affrontare i problemi di costituzionalità aperti dalla legge 107/2015, proporre correzioni a livello normativo e verificare l´opportunità di intraprendere un percorso referendario. ”
“La prossima tappa – afferma Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti – sarà il referendum per l´abolizione degli aspetti più deleteri della riforma, promosso con altre organizzazioni sindacali e associazioni. Proprio in vista della consultazione referendaria, il 16 marzo a Roma si svolgerà un convegno nazionale, promosso dalla Gilda degli Insegnanti e dell´Associazione Docenti Articolo 33, sui profili di incostituzionalità della cosiddetta ´Buona Scuola´ al quale parteciperanno illustri costituzionalisti”.
“La nostra mobilitazione – ricorda Di Meglio – è partita quando la riforma era ancora soltanto un documento del quale abbiamo contestato subito l´impianto, scendendo in piazza il 23 novembre del 2014 con una manifestazione nazionale a Firenze. Dando voce al dissenso del mondo della scuola, da allora la nostra lotta non si è mai fermata e, coerentemente con la linea portata avanti da un anno e mezzo, la Gilda degli Insegnanti – sottolinea il coordinatore nazionale – ha deciso di non firmare il contratto della mobilità che conferma ambiti territoriali e chiamata diretta da parte del dirigente scolastico, ovvero i pilastri della legge 107. Adesso il nostro impegno procede con l´organizzazione del referendum”.
(Fonte Gilda Insegnanti)