Prime indicazioni operative e formali per l’azione del comitato promotore.
Il 27 febbraio 2016 è entrato in fase operativa il comitato promotore del referendum abrogativo della legge 107, la cui costituzione è stata decisa dall’assemblea nazionale di Napoli del 7 febbraio. Il 13 marzo avrà inizio la campagna unitaria dei referendum sociali e si prevede di iniziare la raccolta delle firme da sabato 9 aprile. Perché la campagna possa sviluppare tutte le sue potenzialità, occorre che sin da subito si insedino comitati promotori locali, larghi e aperti a tutte le forze associative e sindacali, e sostenuti dalle forze politiche interessate alle tematiche sollevate.

Utili indicazioni

Riteniamo opportuno che ogni comitato locale si insedi al più presto tramite la convocazione di un’assemblea locale, che deve porsi come primi compiti quello del reperimento dei fondi per iniziare la campagna e l’individuazione di uno o più referenti. Nei prossimi giorni si deciderà se individuare anche un coordinatore regionale cui fare riferimento o se i rapporti avverranno direttamente con il comitato nazionale. In vista dell’inizio della raccolta delle firme occorre tenere presente che ogni firma di sottoscrizione dei vari quesiti referendari (ci sarà un modulo per ciascun quesito) va raccolta alla presenza di un soggetto che possa autenticarla. Per l’individuazione di questi soggetti si applicano l’art. 14 della legge 53/1990, e successive modificazioni.
I soggetti sono: notai, giudici di pace, cancellieri e collaboratori di cancellerie e Corti d’appello, dei tribunali e delle sezioni distaccate dei tribunali, segretari delle Procure della Repubblica, sindaci, assessori comunali, presidenti e vicepresidenti dei consigli comunali e circoscrizionali, segretari comunali, consiglieri comunali e funzionari incaricati dal sindaco, che ne facciano richiesta dichiarando la propria disponibilità (Delega del sindaco).
Tutti i dipendenti comunali possono chiedere delega al sindaco al riguardo. Per esperienza questi soggetti sono quelli più disponibili.Una delle prime incombenze dei comitati locali pertanto è proprio il reperimento di tali disponibilità. Ognuno di questi pubblici ufficiali può autenticare le firme di qualunque cittadino italiano che in quel momento si trovi nel territorio di competenza del suo ufficio.

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Rapidità di esecuzione

Ogni comitato dovrà essere operativo in tempi brevi. Le incombenze principali saranno: essere il più possibile autonomi finanziariamente (in ogni caso avvieremo una ricerca di fondi nazionale), darsi una divisione dei compiti interna, reperire una sede (il più possibile neutra politicamente), reperire il materiale informativo nazionale o produrlo localmente, organizzare la raccolta delle firme in luoghi particolarmente frequentati (scuole, piazze, centri commerciali, luoghi di iniziative politiche), certificare le firme presso gli uffici elettorali, raccogliere e custodire i moduli con autentica e certificazione, comunicare periodicamente il numero delle firme raccolte per ciascun quesito.

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Diffondere i comitati in tutta Italia

L’altra incombenza urgente è quella di iniziare (in particolare nelle città sede di elezioni amministrative) a richiedere gli spazi pubblici dove installare i banchetti, secondo le modalità previste da ogni Comune. In tempo utile vi verrà inviato un vademecum completo con le istruzioni per le varie fasi della campagna e i moduli per la raccolta che dovranno essere preventivamente vidimati presso le diverse segreterie comunali e potranno essere utilizzati solo nei comuni di pertinenza.
Vi sosterremo in ogni modo; in caso di dubbi potete per ora rivolgervi a Bruno Moretto bruno.moretto@fastwebnet.it – cell. 335 53 84284