Questo concorso è fumo agli occhi della gente. L’italica convenienza di ciò che è meglio per sé impedisce di aprire gli occhi e vedere la realtà che ci circonda. Schiere di precari senza servizio a capofitto sui libri, ad inseguire il mito del posto fisso, anche se questo non esiste più. E’ stato detto chiaramente che chi non supera questo concorso dovrà farne un altro dopo tre anni. E nel frattempo si resta intrappolati nel limbo della precarietà, senza una certezza lavorativa o un semplice spezzone di supplenza.

Il proprio orticello

Chi si è appena laureato e vuole insegnare è comprensibile che voglia fare questo concorso. Si guarda al proprio interesse, ignorando le ragioni di chi vanta anzianità di servizio, titoli e merito acquisiti sul campo e attraverso faticosi percorsi formativi costosti. Ma a parti invertite, sono sicuro che queste stesse persone non vorrebbero essere scavalacate da altre. Inoltre si cade nell’errore di credere alle promesse del governo di entrare di ruolo per scorrimento dalle gm. Per fare questo servono soldi, è implicito nel ragionamento. Il punto è che queste risorse non ci sono perchè per i prossimi tre anni sono state tagliate. E dunque si rischia di andare incontro ad una beffa. Studiare studiare e poi…….zero. A casa e nemmeno la speranza di uno spezzone di supplenza per il prossimo anno. E se per una volta questi giovani insegnanti si unissero ai colleghi per costringere la politica ad un nuovo sistema di reclutamento, appoggiando un piano di transizione?

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Perchè no!

Cerchiamo di bloccarlo per costringere la politica ad accettare le nostre ragioni. Bisogna smontare il concetto e il messaggio che questo concorso immetta in ruolo. Non è affatto vero. E’ solo una manovra propagandistica di un governo antidemocratico che così getterà fumo agli occhi della gente. Ci vogliono soldi per disporre le immissioni in ruolo dalle graduatorie di merito dei vincitori. Non ci sono questi soldi. Non ce ne sono per nessuno. L’Italia è un Paese tecnicamernte fallito. Nessuno vuole i nostri Bot. Siamo esattamente come la Grecia. Per abbassare il debito, in futuro Renzi sarà costretto a vendere intere porzioni di territorio all’estero. I creditori internazionali spingono ferocemente per riavere i soldi. Il problema è che ognuno guarda intorno a se trascurando il contesto. Ogni tre anni concorso e così via. Passeranno solo quei pochi eletti che sostengono l’esecutivo e gli altri dovranno mangiare la polvere. E’ inutile tentarlo.

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