La protesta è partita da un preside, Maurizio Parodi, che giudica eccessivo il carico di compiti assegnato agli studenti e da qui è nata l’idea di una petizione online su Change.org intitolata ‘Basta compiti’, petizione che sta ottenendo un grandissimo successo e che potrete trovare al seguente indirizzo Web: change.org/p/genitori-docenti-dirigenti-scolastici-campagna-basta-compiti.

Se si pensa (erroneamente) che il successo sia dovuto soprattutto al NO degli studenti, ci si sbaglia di grosso, perchè in realtà sono i genitori che definiscono ‘inutili’ i compiti a casa: in molti casi, a dire il vero, le mamme e i papà sono i primi a confessare di non avere nè il tempo, nè le competenze adatte per seguire i propri figli nello svolgimento dei compiti a casa.

Compiti a casa, petizione online per dire di NO

I compiti a casa “Procurano disagi e sofferenze soprattutto agli studenti già in difficoltà, suscitando odio per la scuola e repulsione per la cultura. – ha dichiarato il preside Maurizio Parodi – Sono discriminanti, sono prevaricanti. L’efficacia di questo studio domestico non è mai stata dimostrata da nessuna ricerca scientifica e recentemente l’Ocse ha anche dimostrato che il carico eccessivo di lavoro domestico è controproducente. I ragazzi con famiglie culturalmente attrezzate possono affrontare l’impegno domestico con serenità, ma per chi non trova sostegno nelle figure parentali le difficoltà derivanti dallo svolgimento dei compiti assumono ben altra consistenza. La fatica che questi ragazzi impiegano nello svolgimento dei compiti è talvolta incomprensibile alle stesse famiglie, spesso frustrante e dolorosa. Gli studenti che non hanno particolari difficoltà e che svolgono regolarmente i compiti loro assegnati vengono premiati dalla scuola mentre quelli che hanno problemi personali o familiari indispongono i docenti che perciò li biasimano e redarguiscono. Eppure sono proprio questi i ragazzi che avrebbero più bisogno della scuola e che potrebbero trovare in questa un’opportunità di affermazione, affrancamento e promozione. Non oberare gli studenti di lavoro con compiti che diventano dei veri e propri fardelli per loro e per i genitori – conclude il dirigente scolastico – ma sostituire con i libri, cibo per la mente, strumenti di crescita divertenti ed appassionanti.”