Stipendi precari – A consigliare quest’ultima spiaggia, il decreto ingiuntivo, non è il vecchio amico d’infanzia, avvocato all’ultimo grido, bensì uno dei più importanti sindacati dei lavoratori della scuola.
Semplicemente assurdo! Noi pensavamo che i sindacati hanno il compito di difendere i diritti dei lavoratori (anche i precari), mettendo in atto tutte le strategie e tutti gli strumenti che la costituzione italiana mette loro a disposizione, come per esempio il dialogo e la trattativa. Invece la trattativa e il dialogo viene avanzata e portata a compimento solo in alcune circostanze, come per esempio in occasione della prossima mobilità 2015/2016. Per i poveri precari senza stipendio, nulla di tutto questo. Anzi, il sindacato più importante della scuola consiglia a quest’ultimi di affrontare ulteriori spese per procedere al decreto ingiuntivo nei confronti del Miur. Poesia per le orecchie dei precari, i quali, attoniti, si sentono raccontare quello che già da tempo avevano in mente di fare ma che non possono proprio fare per mancanza di liquidità.

Il coraggio e la sfacciataggine dei sindacati. Ora basta.

Ma che coraggio hanno questi sindacati? Così recita testualmente qualche commento sui social. Con molta disinvoltura, propongono un rimedio estremo e noto a tutti i docenti precari. Gli stessi già avevano preventivato questa opportunità e non si attendevano, certamente, questa scontata opportunità provenire proprio dai sindacati. La condizione doppiamente precaria di questi docenti è nota a tutti: ancora da settembre non conoscono che cosa significa percepire uno stipendio e per questo motivo non ascolteranno nessun consiglio provenire da coloro che invece percepiscono stipendi da ‘nababbi’ solo perché occupano le poltrone di Dirigenti.
Una tristezza infinita, poi, suscita in molti docenti lavoratori che apprendono, con sorpresa e ironia, questa caldeggiata soluzione come l’ennesima sconfitta, la quale si somma al loro status di precario. La tristezza si trasforma anche in rabbia quando si scopre dalle inchieste giornalistiche televisive che (vedasi ‘Le Iene’ del 07/03/2016) gli stessi che non hanno altro da fare che sollevare le spalle e consigliare tutti i rimedi considerati scontati e onerosi per loro, sono anche gli stessi che ammucchiano denari sopra denari, provenienti dai lauti compensi sindacali. Insomma, quegli stipendi sono il frutto delle loro beghe e delle loro difficoltà.
Ancora una volta le ingiustizie più malsane si consumano sotto gli occhi di tutti e sempre ai danni degli onesti lavoratori. Per i soliti Dirigenti sindacali, invece, tutto tace…. gli stessi che percepiscono stipendi d’oro, centinaia e centinaia di milioni di euro all’anno, mentre un povero lavoratore, onesto e con un curriculum dignitoso è costretto a lavorare lontano da casa e a farsi pagare le spese per tirare a campare ancora dai propri genitori. E meno male che li chiamavano ‘bamboccioni‘. Come sta cambiando l’Italia! Sempre di male in peggio!

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Il rimpallo delle responsabilità.

Intanto passano i mesi e il Governo, il Miur, il Mef e NoiPA si rimpallano le responsabilità di una situazione incresciosa e sempre più scandalosa. Il ruolo di quinto incomodo lo occupa proprio il sindacato FLC CGIL che dalla sua parte non ha proprio nulla da sbandierare. Questa volta, anzi, ha persino il coraggio di consigliare ai poveri precari squattrinati di rivolgersi a un legale per porre in essere il famoso ‘decreto ingiuntivo’. E bravi questi sindacati. Questo rimedio sancisce definitivamente l’insufficienza e il loro scarso potere contrattuale in difesa dei lavoratori; lavoratori che non possono mai fare un decreto ingiuntivo solo perché non hanno neanche uno stipendio per potere pagare la parcella al proprio legale.