La questione riguardante i mancati pagamenti, o nella migliore delle ipotesi, dei ritardi nelle erogazioni degli stipendi dei supplenti continua a tenere banco. Il quotidiano ‘Il Messaggero Veneto’ ha riportato le dichiarazioni di un’insegnante che, dal 22 dicembre, non ha ricevuto un solo euro per il suo lavoro a scuola. I problemi che deve affrontare questa docente precaria sono, comunque, il simbolo di un disagio comune ad oltre 30.000 supplenti che, di fatto, stanno tenendo in piedi la scuola pubblica italiana.

Ultime news scuola e stipendi supplenti, mercoledì 9 marzo 2016: ‘Chi lavora deve essere retribuito!’

Chi lavora deve essere retribuito – tuona Graziella Anguzza – a scuola non percepiamo la busta paga e, intanto, lavoriamo. Devo chiedere prestiti alla mia famiglia a 40 anni e per fortuna i genitori pensionati possono farmi credito. Sto pagando per lavorare, ho ricevuto soltanto due acconti dal mese di settembre, uno di mille euro e poi altri 700 a dicembre. Per mantenere il mio adorato figlio devo fare i salti mortali’.

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Stipendi supplenti e mancati pagamenti: ‘Voglio chiamare Striscia la Notizia per dire a tutti cos’è realmente la Buona Scuola!’

La maestra lavora all’Istituto comprensivo di Fiume Veneto e si dichiara determinata a denunciare pubblicamente, davanti ai media, la sua sconcertante situazione famigliare, una situazione che, purtroppo, è comune a migliaia di docenti in tutta Italia: ‘Voglio chiamare “Striscia la notizia” ha dichiarato l’insegnante al ‘Messaggero Veneto’ per dire a tutti che cosa realmente è la Buona scuola. Nel mio caso è una bella fregatura: vogliamo fare finta di nulla, oppure guardiamo la realtà? I 500 euro di bonus dati ai docenti di ruolo nel 2015 potevano essere usati per pagare gli stipendi ai precari. Fino a quando dovremo sopportare? si chiede Graziella Anguzza ‘Solamente per riempire il carrello siamo costretti ad una via crucis’.