Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti scende in guerra in relazione alla nota del Ministero dell’Istruzione, indirizzata a dirigenti scolastici e direttori degli Uffici Scolastici Regionali, riguardanti l’individuazione del personale scolastico per il Piano nazionale della scuola digitale.

Ultime notizie scuola, mercoledì 9 marzo 2016: team innovazione digitale

‘Il Miur prima sbandiera l´autonomia scolastica come uno dei pilastri della ´Buona Scuola´ e poi impone alle scuole attività che ledono proprio questo principio. A viale Trastevere contraddizioni e confusione nell´applicazione della legge 107 sono all´ordine del giorno”.
In particolare, Di Meglio ha fatto presente come l’amministrazione centrale chiederà a ciascuna istituzione scolastica “di individuare, secondo normativa vigente e secondo criteri che tengano conto della ricaduta sul sistema scolastico”, tre docenti, due assistenti amministrativi, un ATA o un docente per l´assistenza tecnica nelle scuole del primo ciclo e un assistente tecnico per le scuole del secondo ciclo. La nota stabilisce che dall´11 al 16 marzo dovranno essere caricati su una piattaforma online, predisposta ad hoc, i dati delle figure individuate.

Piano nazionale della scuola digitale: il personale scolastico lavorerà su base volontaria e gratis?

Il Piano nazionale della scuola digitale non solo lede il principio dell’autonomia scolastica ma, secondo il coordinatore nazionale della Gilda Insegnanti, solleva un’altra importante questione, quello relativo alla retribuzione del team: “La nota specifica le risorse economiche messe a disposizione per la formazione ma non fa alcun cenno ai fondi destinati ai compensi. Il lavoro prestato dai componenti di questo nuovo gruppo sarebbe dunque su base volontaria e gratuita, una condizione inaccettabile soprattutto perché si tratta di un´attività non obbligatoria e che, quindi, non può essere imposta dal dirigente scolastico. Altrettanto grave – afferma infine Rino Di Meglio è che questa nota sia stata emanata senza alcuna informativa sindacale, nonostante intervenga direttamente sul personale scolastico”.