A proposito dei nativi digitali… Da un decennio a questa parte stiamo assistendo sempre più alla celere digitalizzazione della scuola pubblica italiana. Di contro, si assiste con la medesima velocità all’impoverimento dell’acquisizione dei contenuti disciplinari, dei concetti e delle notizie/informazioni da parte degli alunni cosiddetti nativi digitali. Bravissimi davanti a uno schermo e a una tastiera ma dei veri propri asini se messi difronte a domande semplici e banali considerazioni sulle nozioni di storia, geografia, matematica o arte. Insomma, dei veri e propri Asini 2.0, magari già in possesso della patente europea del computer, la famosa ECDL acquisita online, ma vuoti di sapere e di conoscenze.

Futuri scenari… informatici. Poca didattica e molto copia e incolla

Una situazione imbarazzante, poi, quando si assiste alle valutazioni di questi piccoli genietti dell’informatica. Molti insegnanti restii alla tecnologia vengono aiutati quotidianamente da questi bravi angeli informatici (per la compilazione dei registri elettronici, per accendere il computer o per far funzionare una semplice Lim) e quasi per dovere di riconoscenza, durante i momenti importanti di valutazione, gli scrutini intermedi e quelli finali, come per magia, si assiste a proposte di voto che fanno accapponare la pelle. Tutti 9 e 10. Ma Rossi è bravo al computer! Ma Bianchi è un genio dell’informatica! E così via.
A chi dobbiamo dare la colpa di tutto questo? La maggior parte dei docenti italiani ultra cinquantenni o prossimi al pensionamento arranca nell’uso delle nuove tecnologie. Questo fatto è sotto gli occhi di tutti. Questa difficoltà è dovuta essenzialmente perché la loro formazione, purtroppo, si è ‘consumata’ prima dell’avvento delle nuove tecnologie e soprattutto prima della rapida crescita che lo sviluppo e il progresso tecnologico hanno finora prodotto. Questo assunto è noto e palese e come tale parlare di insegnanti poco inclini alle nuove tecnologie e riluttanti alle nuove strategie e ai nuovi metodi didattici sembra ingiusto e poco rispettoso.

Loading...

Presentazioni multimediali. Lo spieghi a parole tue?

Come si supera questo gap? Molti docenti ritengono che questo divario non si colmerà mai se non si supera almeno questa generazione di insegnanti. Quello che fa riflettere maggiormente è che si correrà il rischio di portare alla maturità individui capaci di usare benissimo i nuovi strumenti informatici come mero gioco ciclico e ripetitivo e non accorgersi, invece, che alla fine le nozioni e le informazioni utili al loro prosieguo didattico saranno del tutto assenti nel loro bagaglio culturale finora accumulato. Questo atteggiamento ricorda tanto quello degli asini, i quali imparano facilmente e a memoria la strada di andata e di ritorno ma puntano i piedi a terra quando si tratterà di procedere verso un percorso alternativo e a loro sconosciuto.

Qual é il giusto rapporto tra didattica e nuove tecnologie?

Infine, dovremmo chiederci quale dovrebbe essere il giusto approccio e il ‘corretto’ rapporto tra la scuola, quale ente di formazione, e le nuove tecnologie digitali. Non si può digitalizzare la scuola anche nei contenuti e fare diventare questi ultimi mere proiezioni video sulle Lim di classe o semplici e armoniose slide piene di immagini e testo, senza poi acquisire il contenuto di ciò che viene scritto con un semplice copia e incolla da Wikipedia. Purtroppo, il rischio di gratificare gli occhi e appiattire la menta è forte e i docenti dovrebbero arginare quanto più possibile questa evenienza.