Tutte le occasioni sono sempre buone per infondere fiducia verso i più giovani. Una ventata di ottimismo e tanta voglia di futuro sembrano gli slogan preferiti dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, forse in cerca anche di nuovo elettorato. Tra le sue beghe interne, con i principali esponenti del PD 1.0 e i sostenitori del suo PD 2.0, le giornate passano in fretta e ci si interroga sui prossimi risultati politici ed elettorali tra i referendum e le amministrative dei prossimi mesi. I vari Bersani, D’Alema e Speranza iniziano a punzecchiare il Premier ma lui, imperterrito, tira dritto per la sua strada, forte dei risultati ottenuti in vari campi e pronto a infondere speranza e a lodare gli alunni che aspettavano con ansia l’era digitale nelle scuole.
Purtroppo, da dentro, la scuola non è quella bella ‘pentola’ che qualcuno tenta invano di presentare: la scuola reale, quella concreta e vissuta da molti insegnanti quotidianamente, quella degli studenti svogliati, quella degli studenti agitati e violenti, quella degli insegnanti a servizio dei Dirigenti Scolastici, quella dei Dirigenti Scolastici asserviti dal Miur, quella del personale tecnico amministrativo con carichi di lavoro sempre più disumani, quella… è proprio tutta un’altra storia.

Cosa ce ne facciamo delle stampanti? Evviva la dematerializzazione!

PON, POR e FESR – Questi progetti, negli anni passati sono stati anche l’occasione per approvvigionare, abbondantemente, le iniziali esigue attrezzature tecnologiche presenti in molte scuole, da Roma in giù. Si trattava, infatti, dei famosi finanziamenti europei destinati esclusivamente alle regioni dell’Italia meridionale. Insomma, se andiamo a vedere in molte Istituzioni scolastiche del centro sud troviamo aule informatiche di tutto rispetto. Il rovescio della medaglia, di tutto questo ben di Dio tecnologico, oggi lo troviamo nella carenza e nel cattivo stato di manutenzione di molti di queste apparecchiature, più in particolare: molte Lim non funzionano in quanto sono sfornite delle lampade dei proiettori (andate letteralmente in fumo), i notebook e i computer non si accendono e non sono perfettamente funzionanti, le stampanti sono da mesi senza toner e così via. Tutto questo accade oggi in molte scuole italiane e nessuno ne parla. Molti insegnanti hanno richiesto, già a partire da settembre, la sostituzione di qualche componente per far funzionare queste strumentazioni ma ancora, a due mesi e mezzo dalla fine dell’anno scolastico, si ritrovano ancora a cambiare classe per usare l’unica lavagna interattiva funzionante e disponibile a scuola per svolgere una lezione di tutto rispetto.

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La tecnologia contribuisce davvero ad incrementare il profitto degli alunni?

Sul versante del profitto e del rendimento degli alunni, le statistiche di questi anni non presentano nulla di positivo, anzi a quanto pare, le cose sono notevolmente peggiorate. Ma allora, ci chiediamo: a cosa sono serviti tutti questi finanziamenti in termini di ore di formazione e di potenziamento? A cosa sono servite le nuove tecnologie se poi il risultato è peggiorato invece di migliorare? A cosa serve una Lim sul muro quando la stessa non assolve al compito per il quale era stata acquistata? Tutti questi interrogativi dovrebbero essere posti a coloro che voglio estendere questo sistema a tutte le regioni d’Italia. Speriamo bene che qualcosa cambi in positivo. Intanto, molti alunni diversamente abili non si possono permettere di avere un insegnante di sostegno per il numero di ore adeguate alla patologia posseduta. Questo è assurdo…. e merita molta risonanza mediatica, forse più dei proclami del nostro primo ministro a proposito del tema delle tecnologie digitali a scuola.