La riforma scolastica avviata con la legge 107 cambia il settore dell’istruzione in peggio. Da qualunque parte la si guardi non si può fare a meno di notare come trasudi privatizzazione da tutti i pori. Il mito dell’autonomia scolastica di “berlingueriana” memoria spacciato come il Sacro Graal dell’istruzione alla quale vengono imposti lacci e lacciuoli vari; dal bonus ai meritevoli all’alternanza scuola lavoro non retribuita agli studenti. Nasce così una legge 107 in cui esistono profili di incostituzionalità disseminati in tutti i commi che la compongono.

Trasferimenti indebiti

Non si può scaricare il debito di una nazione intera sui suoi cittadini, specie se questo è prodotto da banchieri senza scrupoli e Hedge Founds criminali che con la pratica dell’High Frequncy Trading (HFT) ogni giorno shortano tutti i bond presenti sui mercati finanziari, deprimendo l’economia nazionale fino al punto di far apparire il welfare sociale come il male assoluto. Da qui nasce il male di una legge iniqua che procrastina a amplia la precarietà sociale addossando ai cittadini le colpe che sono appannaggio esclusivo di pessimi amministratori. Se Lo Stato non è uno stipendificio altrettanto vero è che i cittadini non ne sono il suo bancomat. La Ue condanna lo stato italiano per reiterazione dei contratti a termine e questi risponde con un concorso per gli abilitati che comporterà un’altra spesa ad aggravio del già disastrato bilancio dello Stato.

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Da Repubblica

Torna a salire il debito pubblico italiano a inizio del 2016. Il dato emerge dall’aggiornamento di Banca d’Italia sull’indebitamento del Belpaese, il parametro maggiormente tenuto sotto osservazione dagli sceriffi dei conti di Bruxelles. Secondo il supplemento al Bollettino statistico di via Nazionale, a gennaio il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 21,6 miliardi, a 2.191,5. A dicembre il dato era risultato di 2.169 miliardi, mentre nei due mesi precedenti era sopra 2.200 miliardi. Nel gennaio del 2015 il debito era a 2.167 miliardi. Per questo occorre dire no al concorso per abilitati, perchè non serve sperperare altro denaro pubblico quando si può tranquillamente ottemperare nel segno dell’art. 97 della Costituzione alla parte in cui si dice “ salvo i casi previsti dalla legge.