E’ sul ruolo che il personale ATA nella Scuola digitale che la FLC CGIL focalizza la propria attenzione. La legge 107/2015 prevede che il personale ATA sia coinvolto nella scuola digitale, soprattutto in termini di maggiore lavoro non remunerato per tutti i profili, senza una valorizzazione della specificità della funzione e della professionalità. In che senso? Il comunicato spiega cosa prevede la legge e cosa succede nelle scuole.

 Scuola Digitale: Cosa prevede la legge 107 per il personale ATA

“Il PNSD (comma 56, legge 107/15) prevede che anche i DSGA, gli assistenti amministrativi e gli assistenti tecnici siano tra i destinatari degli obiettivi di formazione (comma 58). Le note ministeriali, emanate nei giorni scorsi, in applicazione del PNSD, individuano una serie di azioni e di incombenze che sono a carico delle scuole (indicate quali Poli formativi) nell’organizzazione e gestione delle attività riguardanti i percorsi di formazione, che avranno avvio a partire dal 22 marzo prossimo. Le risorse per finanziare tutto il progetto, nonché i percorsi formativi, sono in parte a carico del MIUR (animatori digitali, team per l’innovazione digitale) e in grossa parte provenienti dai fondi PON “Per la Scuola” 2014-2020. Questi ultimi andranno a coprire la formazione per l’innovazione didattica e organizzativa del personale scolastico (tra cui i DSGA, il personale amministrativo e tecnico).”

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Cosa succede nelle scuole?

“Una delle attività previste dal PNSD consiste nell’individuazione, da parte delle scuole, dei formatori per tutte le fasi dei corsi previsti (nota MIUR n. 4603/16). La raccolta della documentazione, la valutazione e la selezione delle candidature, nonché la definizione delle modalità e dei criteri per l’individuazione dei formatori, il loro reclutamento (interno o esterno), con l’attribuzione e la gestione degli incarichi, il pagamento e la successiva rendicontazione (le risorse sono la maggior parte a valere sui fondi strutturali) sono tutte incombenze a carico delle segreterie delle scuole. Queste dovranno anche procedere al caricamento nell’apposito ambiente Sidi/Polis dei corsi previsti, al fine di consentire la successiva iscrizione da parte del personale docente. Al fine di coordinare la prima fase di formazione, il MIUR (nota n. 4604/16) chiede alle istituzioni scolastiche anche di individuare, secondo la normativa vigente e secondo i criteri che tengano conto della ricaduta sul sistema scolastico (anche confrontandosi con l’Animatore digitale), nr. 2 assistenti amministrativi e nr. 1 unità di personale ATA per l’assistenza tecnica nei cosiddetti “presìdi di pronto soccorso tecnico”. Resta nelle intenzioni del Ministero coinvolgere in futuro non solo queste figure, ma tutto il personale scolastico al fine dell’attuazione complessiva del PNSD.”

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In sintesi…

“Le note ministeriali non indicano quale tipo di attività dovranno essere svolte da queste figure ATA, né quali impegni aggiuntivi o di intensificazione del proprio lavoro saranno richiesti per questo coinvolgimento messo in campo da parte del Ministero. Quindi, i processi d’innovazione introdotti stanno prospettando dei mutamenti nelle condizioni di lavoro senza prevedere, per contro, alcuna remunerazione per tutto il lavoro supplementare richiesto agli ATA. Nessun accenno, ovviamente, alle conseguenze pratiche sulla pianificazione generale dei servizi scolastici, in termini di ulteriori ricadute sui carichi di lavoro, già gravato da tagli e restrizioni alle sostituzioni operati dalla legge di Stabilità 2015.”